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Vetro e archeologia. Meraviglie da Altino a Venezia

Martedì 6 ottobre 2020 (Aula Magna, ore 17.30) inizia il Corso di Archeologia che quest’anno si concentra su “Vetro e archeologia. Meraviglie da Altino a Venezia”.
Il corso si propone di illustrare e approfondire i diversi aspetti del vetro romano nella X Regio Venetia et Histria e di ricercarne i riflessi nella vetraria muranese a partire dal Rinascimento fino ai giorni nostri.
Il Corso di Archeologia 2020 è promosso dall’Ateneo Veneto e è stato progettato dal Comitato Vetri di Laguna, con il coordinamento della Presidente Margherita Tirelli.
Il primo incontro verte su Altino, la città romana progenitrice di Venezia. La ricerca archeologica, condotta nell’ultimo cinquantennio ha restituito infatti una straordinaria quantità di manufatti vitrei, la cui datazione si inquadra tra I e IV secolo d.C., provenienti per la maggior parte dalla vastissima necropoli, ma anche dall’area della città antica.
Il secondo incontro amplia l’orizzonte a tutta la X Regio augustea, che comprendeva Veneto, Friuli, Istria e parte della Lombardia, con un approfondimento particolare sul vetro di Aquileia, il maggior centro commerciale dell’alto Adriatico, che a sua volta ha restituito una grande messa di bellissimi vetri.
Il terzo intervento archeologico ha invece come tema il vetro preromano, le sue caratteristiche e la sua diffusione nel territorio veneto nel I millennio a.C.
Il ciclo si articola successivamente in altre tre conferenze che approfondiranno le relazioni tra il vetro romano, fonte indiscussa di ispirazione per la vetraria muranese, dapprima con la produzione rinascimentale, in seguito con quella ottocentesca, per concludersi con la produzione moderna e contemporanea, tuttora debitrice alla tipologia, ai modelli e alle decorazioni del vetro romano.

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