Dedalo e Icaro Canova

Canova a Venezia – Le attività dell’Ateneo Veneto per il bicentenario di Antonio Canova

Il 13 ottobre 1822 moriva a Venezia Antonio Canova, uno dei geni indiscussi della storia dell’arte.
L’Ateneo Veneto, nella ricorrenza del secondo centenario della scomparsa del celebre scultore, propone una serie articolata di iniziative per ricordare la figura di Canova, che fu socio dell’Ateneo Veneto fin dalla sua istituzione e fu legato da profonda amicizia al primo presidente dell’istituto, Leopoldo Cicognara.

La prima iniziativa, che si tiene giovedì 13 ottobre 2022, è una giornata di studio e di discussione centrata sui legami inscindibili che il grande scultore intrecciò con la città dove si era formato da giovane, dove trovò i primi maestri ed estimatori, generosi sostenitori e grandi amici, e dove cessò di vivere, in casa della famiglia Francesconi, in Campo San Gallo, nelle vicinanze di Piazza San Marco.

Gli studiosi che hanno aderito subito e generosamente all’iniziativa promossa dall’Ateneo Veneto si sono impegnati ad affrontare i molteplici aspetti della personalità dell’artista e il suo rapporto con Venezia, al fine di rendere noti i risultati di ricerche recenti e di proporre nuovi punti di vista sull’opera e sul ruolo di Canova nel suo e nel nostro tempo.

La giornata di studio, dal titolo CANOVAVENEZIA 1822.2022, si svolge nell’Aula Magna dell’Ateneo Veneto, in Campo San Fantin, a Venezia ed è realizzata con il patrocinio del Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della morte di Antonio Canova.

Abbinata al convegno, e sempre a cura dell’Ateneo Veneto, è in preparazione una Passeggiata Canoviana a Venezia, ideata e curata dal professor Nico Stringa, per dare al pubblico e ai Soci dell’Ateneo la possibilità di ripercorrere i vari “luoghi” della città in cui l’artista operò, scoprendo le opere che a Venezia sono rimaste del grande scultore.

Come naturale prosecuzione della giornata di studio, anche il tradizionale Corso di Storia dell’Arte dell’Ateneo Veneto nel 2022 è ad Antonio Canova.

Realizzato come di consueto con gli Amici dei Musei e Monumenti Veneziani, il corso CANOVA A VENEZIA è articolato in cinque lezioni a cadenza settimanale – ogni mercoledì, nell’Aula Magna dell’istituto, dal 9 novembre al 7 dicembre 2022 – durante le quali si affronteranno le grandi tematiche legate alla vicenda artistica di Antonio Canova, al neoclassicismo e al primo romanticismo.

A tenere le lezioni, tutte a ingresso libero e gratuito, sono stati invitati studiosi, storici dell’arte e dell’architettura: Monica De Vincenti, Giorgio Fossaluzza, Fabrizio Malachin, Guido Zucconi, Elena Catra e Vittorio Pajusco.

L’Ateneo Veneto intende poi concludere le commemorazioni canoviane con la pubblicazione degli Atti del Convegno, che avverrà entro il 2023; il volume comprenderà, oltre ai testi dei contributi presentati nella giornata di studio del 13 ottobre 2022, anche i testi delle lezioni del Corso di Storia dell’Arte e delle schede storico-critiche delle opere di Canova presenti nelle collezioni pubbliche e private di Venezia.

“PORTE DI MESTRE” SOSTIENE L’ATENEO VENETO

Il Centro Commerciale “Porte di Mestre” sostiene l’Ateneo Veneto 

Con la consegna alla Presidente dell’Ateneo Veneto Antonella Magaraggia di una donazione di 1.110 euro, il Centro Commerciale “Porte di Mestre” conclude il progetto “Venezia Misteriosa”, lanciato nel luglio 2021 per celebrare i 1600 anni di Venezia e dedicato alla promozione del patrimonio culturale della città e a progetti di solidarietà sociale.

La somma è il ricavato delle vendite del volume “Venezia Misteriosa”, un libro-gioco creato dallo scrittore Alberto Toso Fei (socio dell’Ateneo Veneto) e illustrato dal fotografo Maurizio Rossi, con l’obiettivo di coinvolgere i lettori in una caccia al tesoro alla scoperta di leggende e percorsi segreti, nel cuore della città più bella del mondo.

L’iniziativa, articolata in momenti diversi – a vocazione culturale, ludica e commerciale – ha mobilitato i clienti di “Porte di Mestre” invitandoli a decifrare le chiavi di dieci enigmi contenuti nel libro per aggiudicarsi un emozionante volo in elicottero sopra la laguna.
Il volume, oltre ad essere messo in palio a fronte di acquisti, è stato donato alle scuole del territorio, che lo utilizzeranno come guida per visite didattiche, e messo in vendita presso la libreria La Feltrinelli del Centro Commerciale per la raccolta appunto di fondi a favore dell’Ateneo Veneto, il più antico istituto culturale attivo oggi a Venezia.

Nello specifico, l’assegno del valore di 1.110 euro consegnato all’Ateneo Veneto sarà destinato al risanamento dei dossali di pietra della parete est dell’Aula Magna dell’edificio monumentale, ex Scuola dei Picai, in Campo San Fantin.
La cerimonia è avvenuta lunedì 11 aprile 2022 nella sede dell’Ateneo Veneto: a consegnare l’assegno nelle mani della Presidente Magaraggia è stato  Antonio Impedovo, direttore del Centro Commerciale “Porte di Mestre”, alla presenza dell’autore Alberto Toso Fei, del fotografo Maurizio Rossi, e di Alvise Bragadin e Filippo Maria Carinci, rispettivamente Segretario Accademico e Vice Presidente dell’Ateneo Veneto.

“Ringrazio il nostro socio Alberto Toso Fei, il Centro Commerciale “Porte di Mestre” e la libreria Feltrinelli per aver pensato all’Ateneo Veneto quale destinatario di questa somma – ha commentato Antonella Magaraggia – Si tratta di un gesto significativo non solo per la donazione, sempre gradita agli istituti culturali, in cronica difficoltà economica, ma soprattutto per la qualità e la circolarità del progetto, che ha visto coinvolti vari soggetti in una operazione culturale che è arrivata al grande pubblico. Si è così dimostrato che, oltre a quelli tradizionali, come l’Ateneo Veneto, ci possono essere altri luoghi e altre modalità di diffusione della cultura”.

Antonio Impedovo ha dichiarato: “Il nostro Centro Commerciale è strettamente legato al territorio e con questo progetto, che ci ha accompagnato per quasi un anno, abbiamo voluto celebrare la bellezza e la memoria della città con qualcosa che la valorizzasse e che rimanesse nel tempo: un prodotto per tutte le età, da leggere e condividere giocando, per scoprire gli angoli meno conosciuti di Venezia. Oltre agli autori, ringraziamo l’Amministrazione Comunale per aver creduto in questo progetto e nella sua originalità, e tutti i partner che hanno reso possibile questa iniziativa”.

VENETI NEL MONDO: “VOLVER – IL SOGNO DI UN RITORNO”

Tango, parola che evoca passione, sentimento, nostalgia; musica, danza, testi e canzoni si fondono in un genere musicale tra i più amati e più radicati nel Sudamerica e nel mondo, tanto che nel 2009 l’UNESCO ha dichiarato il Tango patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

 

Il Tango nasce alla fine dell’Ottocento nell’area geografica compresa fra le due città che fiancheggiano l’estuario del Rio de la Plata: Buenos Aires (capitale dell’Argentina) e Montevideo (capitale dell’Uruguay). All’inizio è un linguaggio bastardo, elementare ed immediato, che si fa comprendere nel caos di lingue troppo diverse – tedesco, polacco, fino all’yiddish e ai dialetti italiani – parlate dagli immigrati europei che dalla metà del XIX secolo sono arrivati oltre oceano alla ricerca di un secondo  Eldorado.

 

Seguendo la scia dei continui scambi culturali  tra Argentina ed Italia, nazioni tanto lontane geograficamente quanto vicine per molteplici affinità, l’Ateneo Veneto di Venezia ha ideato e realizzato, con il contributo della Regione Veneto nell’ambito delle attività culturali rivolte ai Veneti nel mondo, il progetto “Volver  – Il sogno di un ritorno”,  una conferenza/spettacolo dedicata al contributo che i Veneti emigrati in Argentina nel ‘900 diedero quale forza generatrice di una nazione e della sua forma culturale maggiormente espressiva: il Tango, appunto. Del resto, il ricorrere continuo di nomi di origine italiana nei musicisti, cantanti e parolieri di Tango, nonché nei ballerini, è la conferma più evidente di tale assunto.

 

L’idea della conferenza/spettacolo é nata da un’iniziativa dell’Academia de Tango Argentino di Venezia e dall’Associazione veronese Alma Migrante, basata sulle biografie di due emigranti veneti acclamati nella loro nuova  patria  per le loro qualità artistiche: il poeta Mario Battistella, nato a Monteforte d’Alpone, in provincia di Verona, nel 1893, e il violinista Manlio Francia, nato il 2 giugno 1902 a San Barnaba, a Venezia.

Le loro biografie sono testimonianze che si identificano con i sogni di una giovane nazione, cosciente delle proprie opportunità, ma anche con le contraddizioni per una parte della popolazione che fatica ad integrarsi e ad uscire dal perimetro del proprio  quartiere.

Nati entrambi nella prima decade del ‘900 Battistella e Francia sono stati testimoni creativi, a loro modo rivoluzionari; fanno parte di una schiera di artisti che rigenerarono il Tango nel momento in cui stava per soccombere, sotto l’onda di altri generi musicali provenienti dall’Europa o dal nord America.

 

Per quasi un secolo l’Italia ed il Veneto diedero braccia e ingegno, in un periodo storico in cui  il nostro Paese non offriva opportunità  di riscatto dalle condizioni di povertà in cui versava larga parte della popolazione, schiacciata dal peso delle guerre e della miseria. L’Argentina li accolse sviluppando una società in perenne fermento, prosperosa e aperta al futuro.

Nel Tango argentino il termine “Volver” acquisisce un valore più profondo del suo significato grammaticale: non si intende unicamente come ritorno, bensì ricerca delle proprie origini, per placare l’anima tormentata dalla malinconia.

 

Per i protagonisti del progetto “Volver – Il sogno di un ritorno” si è voluto immaginare invece un viaggio al contrario, dall’Argentina al Veneto, chiudendo un cerchio ed intrecciando assieme a loro ancora una volta le nostre reciproche radici.

E quale luogo migliore dell’Ateneo Veneto, la casa dei veneziani, per celebrare il ritorno di due conterranei e onorarli per il loro talento ed il prestigio conquistato nel paese adottivo, offrendoci una lettura diversa della migrazione.

 

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Il programma della conferenza/spettacolo (che si è tenuto venerdì 14 gennaio 2022 alle ore 17.30 nell’Aula Magna dell’Ateneo Veneto), prevede l’alternarsi degli interventi degli esperti con le performance di Tango e musica dal vivo.

 

La registrazione della conferenza/spettacolo è a disposizione  sul canale YouTube dell’Ateneo Veneto.

 

Coordinatore dell’evento Paolo Balboni, linguista, decano dei docenti di didattica delle lingue nelle università italiane; professore onorario a Ca’ Foscari, dirige riviste scientifiche e centri di ricerca sul tema dell’educazione linguistica.

Gli esperti che sono stati chiamati a realizzare “Volver – Il sogno di un ritorno” hanno diversa provenienza:

– due storici, Javier Grossutti, studioso dell’emigrazione in Argentina, e Camillo Robertini che si occupa del lavoro che i nostri emigranti trovavano in Argentina;

– due esperti di tango ‘veneto’ in Argentina: Dino Dei Rossi, che si occupa di Manlio Francia, e Liviana Loatelli , studiosa del veronese Mario Battistella

– il pianista Hernàn Fassa, anima musicale della conferenza/spettacolo, che assieme a Gino Zambelli (bandoneon), Giovanni Restieri (violino), Virgilio Monti (contrabbasso) esegue musiche di Francia, Battistella e Piazzolla.

– i ballerini Alejandro Aquino e Angelica Grisoni

– la cantante Paola Fernandez dell’Erba

 

Javier Grossutti, è nato a Buenos Aires, nipote di italiani emigrati in Argentina tra gli anni Venti e Trenta; da oltre vent’anni si occupa di emigrazione italiana e friulana, di emigrazione di ritorno, di imprenditorialità etnica e delle problematiche legate alle comunità all’estero, temi ai quali ha dedicato numerosi articoli e pubblicazioni.

Camillo Robertini, laureato in storia presso l’Università di Perugia e Ca’ Foscari, dottore di ricerca in Studi Storici , si occupa di storia orale, storia del lavoro e memoria della dittatura argentina, con particolare attenzione alla storia della Fiat in America Latina. È stato borsista post-doc in Argentina  nel 2017 e poi tra il 2018 e il ’20, per il Ministero argentino dell’Educazione e presso l’Università di Buenos Aiores. Attualmente è ricercatore presso l’Universidad de Chile, per una ricerca su Fiat and the military regimes in Chile, Brazil and Argentina. È autore di numerosi articoli in pubblicazioni italiane e straniere.

Liviana Loatelli, musicista e insegnante di lettere antiche in un liceo di Verona, ha scritto un libro dedicato alla figura di Mario Battistella, veronese, emigrato in Argentina a inizio ‘900. Da più dieci anni, insieme al suo ensemble di tango argentino “Alma Migrante” si interessa di artisti veneti emigrati in Argentina, studiando le loro storie e facendone rivivere le musiche.

Dino dei Rossi, gondoliere veneziano, appassionato di tango argentino, collabora con varie associazioni di cultori di questa forma di ballo; proprio per il peso delle sue radici, ha studiato un veneziano emigrato in Argentina, Manlio Francia, uno dei due cardini del progetto “Volver – Il sogno di un ritorno”.

Hernàn Fassa, pianista, nato a Buenos Aires ma residente in Italia da anni, è figlio d’arte. Suo padre, Nino Fassa, è stato Direttore del Conservatorio Musicale “Carlos Lopez Buchardo” per oltre 10 anni. Suo nonno Giovanni era un violinista veneziano diplomato al Conservatorio “Benedetto Marcello”. In Argentina ha suonato con la “Orquesta de Tango de la Provincia de Buenos Aires” diretta dal celebre bandoneonista Carlos Corrales. E’ da sempre interessato all’influenza dell’immigrazione italiana sulla musica argentina. Si esibisce fra Italia ed Europa con diverse formazioni.

Alejandro Aquino, ballerino, coreografo e maestro di Tango. E’ direttore dell’Academia de Tango Argentino di Venezia, città dove attualmente vive. Ha ballato in tournée col maestro Osvaldo Pugliese, pilastro della storia della musica del Tango e ha fatto parte della leggendaria “Compagnia Tango Argentino” di Orizzoli-Segovia. Nel 1992 ha creato per il Festival internazionale “Oriente-Occidente” lo spettacolo “Tangueros”. Portano la sua firma gli spettacoli “Milonga Boulevard”, “Omaggio a Osvaldo Pugliese”, “El Tango”, “Maria de Buenos Aires” di Piazzolla-Ferrer in Atene (2018).

Angelica Grisoni, ballerina, maestra e coreografa di Tango. Si è avvicinata alla cultura, alla tecnica e all’anima più profonda di questo ballo attraverso Alejandro Aquino. Assieme a lui è stata parte dello spettacolo “Omaggio a Osvaldo Pugliese” con l’Orquesta Color Tango, in scena nei più importanti teatri Italiani. Ha una scuola stabile a Roma e tiene stage in tutta Italia.

Gino Zambelli, diplomato al Conservatorio “G. Verdi” di Milano in Fisarmonica Jazz e al Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia in Oboe. Fisarmonicista e Bandoneonista eclettico che si muove tra la musica classica e l’improvvisazione, è considerato uno dei migliori talenti della nuova scuola Italiana della Fisarmonica.

Virgilio Monti, diplomato in contrabbasso presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Da più di quindici anni si dedica allo studio e alla pratica del contrabbasso nel Tango Argentino.

Giovanni Restieri, diplomato in violino presso il conservatorio “P.L. da Palestrina” di Cagliari. In seguito ha frequenta il corso di qualificazione per professore d’orchestra del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, istituzione con la quale ha collaborato come spalla e concertino dei secondi violini. Ha suonato con l’Orchestra dell’Accademia della Scala, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, l’Orchestra AIM, l’Orchestra Giovanile di Roma, l’Orchestra “La Grecìa” di Catanzaro, l’Orchestra del Teatro Lirico di Sassari e l’Orchestra del Teatro Cilea di Reggio Calabria.

Paola Fernández Dell’Erba, cantante argentina laureata in Beni Musicali – Etnomusicologia all’Università degli Studi di Milano e Master in «Musicoterapia» all’Università degli Studi di Pavia. Quale interprete di Tango, si è esibita in numerose città dell’Argentina e in Europa. Ha collaborato con importanti musicisti della scena musicale argentina e italiana tra cui Hernàn Fassa.

VENETI NEL MONDO – LE ORIGINI DI VENEZIA TRA MITO E REALTA’

LE ORIGINI DI VENEZIA TRA MITO E REALTA’

Progetto realizzato nel 2021 in occasione dei 1600 anni di Venezia per raccontare il mito della sua nascita agli italiani nel mondo.
Con il contributo della Regione Veneto

Nel 2021 si sono festeggiati i 1600 anni dalla (leggendaria) fondazione di Venezia e l’Ateneo Veneto ha voluto dare il proprio contributo alle celebrazioni realizzando un ciclo di videolezioni dirette dal professor Alfredo Viggiano (a causa della pandemia non è stato possibile tenere le lezoni in presenza) dal titolo Le origini di Venezia fra mito e realtà. 

Le prime due lezioni – tenute da Stefano Gasparri e Diego Calaon – muovono da fonti cronachistiche e da ricerche archeologiche innovative; le altre due lezioni – tenute da Daria Perocco e Giorgio Tagliaferro – sono dedicate invece all’elaborazione del mito delle origini di Venezia nella letteratura veneziana e nei cicli pittorici di Palazzo Ducale.

L’Ateneo Veneto ha realizzato col contributo della Regione Veneto – nell’ambito dei progetti per i Veneti nel mondo – l’elaborazione di queste videolezioni, per renderle disponibili in tutto il mondo a chi ha interesse per la Serenissima e agli insegnanti che possono presentarli nei loro corsi di lingua e cultura italiana; per aiutare la comprensione vengono presentate le trascrizioni letterali delle singole conferenze; per chi voglia approfondire le lezioni, sia personalmente sia in ambito universitario, vengono offerte guide per l’approfondimento storico, culturale, linguistico.

 

Struttura dei materiali

Videolezioni:

– Diego Calaon:
“Acqua, legno e schiavi. La storia delle origini di Venezia senza Attila (o quasi)”
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– Stefano Gasparri:
“Dal ducato bizantino alla nascita della città”
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– Giorgio Tagliaferro:
“Palazzo Ducale come luogo della memoria storica veneziana: i cicli pittorici di fine Cinquecento” 
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– Daria Perocco: 
“Il ‘glorioso principio’ nella letteratura veneziana”
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Trascrizioni

Guide per l’approfondimento

Progettazione e coordinamento: Paolo E. Balboni

Videolezioni: Diego Calaon, Stefano Gasparri, Daria Perocco, Giorgio Tagliaferro
Schede di supporto per studenti di italiano: Camilla Spaliviero
Trascrizioni dei video: Carlos Melero
Registrazione: Francesco Costantini
Organizzazione: Marina Niero