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libro antico e schermo pc

Il progetto di digitalizzazione dei libri antichi

L’Ateneo Veneto possiede una biblioteca di oltre 60.000 libri e riviste, di cui 3.000 sono volumi antichi che i francesi concessero all’istituto nel 1812. Questi provengono, per la maggior parte, dai conventi soppressi di San Salvador, San Francesco della Vigna e Santo Stefano e, in minor numero, dalla Salute, dai Frari, dal Redentore, dalla Fava e dai Carmelitani Scalzi. Grande valore ha una serie di rari volumi di astronomia e medicina, pubblicati tra il Quattrocento e il Settecento.

Finora questi libri sono stati oggetto di interesse da parte di studiosi della materia, ma non accessibili al pubblico. L’Ateneo Veneto quindi ha colto nel 2022 l’opportunità di crescita offerta dal Bando “Cultura digitale” della Fondazione di Venezia, il cui obiettivo era supportare il comparto culturale della città – in particolare i musei, le biblioteche e gli archivi – nella sua evoluzione verso il mondo digitale e la progettualità innovativa, tramite la formazione di giovani nel settore della cultura.

In risposta a tale bando l’Ateneo ha proposto un “progetto di digitalizzazione di cento libri di medicina rari e antichi”, selezionati dalla direttrice della biblioteca, la professoressa Dorit Raines dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, sulla base della loro rarità (scarsa o assente presenza in banche dati online, specialmente italiane) e del loro precario stato di conservazione. Tra questi, solo per fare un esempio, il capolavoro assoluto di Girolamo Fabrici d’Acquapendente De formato foetu. Venetiis: per Franciscum Bolzettam, 1600 (Patavii: ex typographia Laurentij Pasquati, impress. Almae universitatis iuristarum, 1601).

Per realizzare il progetto – iniziato a fine 2022 e concluso nell’estate 2023 – è stato scelto Kristian Gandin, studente della Laurea magistrale in Digital Humanities dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Questi ha partecipato prima ad un corso accelerato di catalogazione di libri antichi e, in seguito, ad uno di digitalizzazione ed elaborazione delle immagini con Color Checker e Camera Raw (plugin di Photoshop) e infine a un corso per l’inserimento di immagini e metadati nella piattaforma di archiviazione prescelta.

Per l’archiviazione a lungo termine di oggetti e collezioni digitali infatti l’Ateneo Veneto ha stipulato una convenzione con il Centro di Ateneo per le Biblioteche dell’Università di Padova, che ha realizzato, in collaborazione con l’Università di Vienna, una piattaforma denominata PHAIDRA (Permanent Hosting, Archiving and Indexing of Digital Resources and Assets), che risponde ai principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable) indicati dalla Commissione Europea come linee guide di Data Management.

I libri rari di medicina digitalizzati sono caricati sulla suddetta piattaforma ad accesso gratuito in una sezione dedicata all’Ateneo Veneto (https://phaidra.cab.unipd.it/).

L’utente può sfogliare i libri tramite Book Viewer o scaricarli in formato PDF con licenza CC BY-NC-SA (Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo stesso modo).

In questo modo l’Ateneo Veneto, che ha come sua vocazione la divulgazione della cultura e l’accesso gratuito al suo patrimonio culturale e artistico, ha iniziato un interessante percorso che permetterà di raggiungere l’obiettivo di rendere fruibili questi tesori librari e di proteggerli da un ulteriore deterioramento.

Vale la pena ricordare che un primo passo verso la diffusione della conoscenza dei volumi rari di medicina conservati nella biblioteca dell’istituto era già stato fatto con la mostra Anatomia di una biblioteca: Cinquanta volumi di medicina dalla collezione storica dell’Ateneo Veneto, che si è tenuta a Venezia nell’aprile-maggio 2007, corredata da un catalogo che percorreva la storia della medicina attraverso i volumi esposti. La mostra ha avuto un notevole successo e il suo catalogo si trova in molte biblioteche italiane e all’estero.

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