CHIUSURA ESTIVA 2026

Gentili Soci e Amici dell’Ateneo Veneto,

come ogni anno con la stagione estiva le attività accademiche si interrompono, per poi riprendere con la nuova programmazione a partire da settembre 2026.

La Segreteria e la Biblioteca dell’istituto rimangono chiuse al pubblico da lunedì 3 fino a domenica 30 agosto 2026.

In Aula Magna prosegue invece la mostra di Natasha Tontey “The Phantom Combatants and the Metabolism of Disobedient Organs”

Una buona estate a tutti!

 

 

L’insula di San Fantin: un progetto pilota la racconta

Il ruolo delle digital humanities nella narrazione storica – e in particolare nella divulgazione di temi inerenti la storia dell’architettura e della città – è sempre più importante e presente in mostre,  pubblicazioni e devices per il turismo.
In quest’ambito l’Ateneo Veneto – grazie al coordinamento di Gianmario Guidarelli, socio dell’Ateneo e docente dell’Università di Padova – ha realizzato un progetto di ricerca tra storia dell’architettura, digital humanities e rappresentazione digitale sull’insula di San Fantin, in collaborazione con l’Università di Padova, il Patriarcato di Venezia e la Fondazione Teatro La Fenice e con il contributo della Fondazione di Venezia.
Il progetto è stato sviluppato da tre giovani ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (ICEA), nell’ambito delle attività di ricerca sulle digital humanities e sulla rappresentazione digitale della città storica. Attraverso un approccio interdisciplinare che integra ricerca archivistica, storia dell’architettura, rilievo digitale e modellazione tridimensionale, il progetto sperimenta nuove modalità di studio e di divulgazione del patrimonio culturale.

L’insula di San Fantin costituisce uno dei nuclei urbani più antichi e significativi di Venezia. Attorno a Campo San Fantin si sviluppa un complesso monumentale di straordinario valore, formato dalla chiesa di San Fantin, dal Teatro La Fenice e dall’edificio che oggi ospita l’Ateneo Veneto, originariamente sede della Scuola Grande di San Fantin o dei “Picai”, una delle antiche confraternite veneziane. La storia di questi edifici è strettamente intrecciata con quella dello spazio urbano circostante: secoli di trasformazioni architettoniche, ricostruzioni e cambiamenti d’uso hanno contribuito a definire l’identità di questo luogo, ancora oggi centrale nella vita culturale della città.

L’obiettivo della ricerca è stato ricostruire l’evoluzione dell’insula dal Medioevo ai giorni nostri attraverso la realizzazione di un modello digitale tridimensionale, capace di integrare cartografia storica, documenti d’archivio, rilievi, immagini e fonti bibliografiche in un unico sistema di conoscenza. Da questo lavoro sono nati quattro video dedicati rispettivamente all’insula di San Fantin,  alla Scuola di San Fantin – oggi Ateneo Veneto –, alla chiesa di San Fantin e al Teatro La Fenice.

Le ricostruzioni digitali, unite a fotografie, documenti storici, musica e testi, offrono una narrazione rigorosa sul piano scientifico ma accessibile anche a un pubblico non specialistico. I video sono concepiti come strumenti di divulgazione e di valorizzazione del patrimonio, capaci di accompagnare la visita ai luoghi, favorire la comprensione delle loro trasformazioni storiche e promuovere una più ampia conoscenza della storia urbana e architettonica di Venezia.

Di seguito è possibile accedere ai quattro video che illustrano i principali risultati del progetto.

L’INSULA DI SAN FANTIN

– LA SCUOLA GRANDE DI SAN FANTIN (ATENEO VENETO)

– LA CHIESA DI SAN FANTIN

– IL TEATRO LA FENICE

Mostre | NATASHA TONTEY – “The Phantom Combatants”

NATASHA TONTEY  –  “The Phantom Combatants and the Metabolism of Disobedient Organs”
Ateneo Veneto, 9 Maggio – 25 Ottobre 2026
Commissionata da LAS ART Foundation e AMOS REX

In concomitanza con la 61^ Esposizione internazionale d’Arte , l’Ateneo Veneto ospita The Phantom Combatants and the Metabolism of Disobedient Organs, una nuova installazione multimediale dell’artista indonesiana Natasha Tontey.
Il progetto, commissionato da LAS Art Foundation e Amos Rex, rappresenta l’opera più ambiziosa realizzata finora da Tontey e si inserisce nel programma espositivo internazionale attivato in occasione della Biennale.

L’installazione prende avvio dalla storia di Len Karamoy, una combattente della resistenza del movimento politico Permesta attivo nel Nord Sulawesi tra il 1957 e il 1961, che si oppose al potere centralizzato del governo indonesiano. Nella rilettura dell’artista, la figura storica si trasforma in una presenza mitica e collettiva, moltiplicata nei “Phantom Combatants”, un coro di giovani combattenti impegnate in pratiche rituali e di addestramento che intrecciano dimensioni chimiche, spirituali e politiche.

Attraverso video, suono e scultura, l’opera esplora temi legati alla sovranità del corpo, delle culture e dei territori, mettendo in relazione la memoria storica con immaginari contemporanei e futuri alternativi. Il linguaggio visivo combina estetiche ispirate ai B-movie con tecnologie avanzate di imaging, tra cui quantum ghost imaging, LiDAR, fotogrammetria 3D e riprese termiche, richiamando le modalità attraverso cui corpi e paesaggi vengono osservati, mappati e controllati.

L’allestimento, progettato dall’architetta Giulia Foscari, dialoga con gli spazi storici dell’Ateneo Veneto: in particolare, l’installazione si confronta con il Ciclo del Purgatorio (1600) di Jacopo Palma il Giovane, visibile nel soffitto a cassettoni e integrato nel percorso espositivo attraverso un intervento luminoso e scenografico. Una rampa conduce il pubblico all’interno dell’opera, creando una relazione ravvicinata con le immagini e i riflessi che uniscono elementi storici e contemporanei.

“I combattenti fantasma e il metabolismo degli organi disobbedienti”dell’artista Natasha Tontey nei prossimi mesi dialogheranno con i pittori veneziani Palma il Giovane e Leonardo Corona e con lo scultore Alessandro Vittoria – sottolinea Caterina Carpinato, Presidente dell’Ateneo Veneto  –  Le luci e le immagini di una guerra lontana nel tempo e nello spazio, come la rivolta Permesta del movimento politico indonesiano attivo quasi 70 anni fa, faranno sentire la loro presenza in un luogo dove artisti di mezzo millennio fa hanno operato lasciandoci le opere straordinarie qui conservate. Dialogheranno in questa sede dove – da più di 200 anni – la città riconosce il polo civico del pensiero libero di Venezia.
Ringrazio quanti hanno reso possibile questa realizzazione artistica e quanti saranno impegnati nei prossimi mesi nel promuovere il dialogo artistico fra l’Ateneo e i Combattenti fantasma, un dialogo complicato per i diversi codici di comunicazione esistenti, ma l’Ateneo ha sempre affrontato le sfide che questa città pone ai suoi abitanti.
Mi auguro che i visitatori di questa esposizione, oltre ad apprezzare il linguaggio espressivo di Tontey, sappiamo rispettare, amare e capire lo straordinario valore artistico, civico e culturale di questo luogo, che non è solo un contenitore splendido e fragile, ma è anche una preziosa sede per il dibattito pubblico di una città come Venezia, dove – da secoli – l’impossibile non è mai stato un freno, dove l’intelligenza dei suoi abitanti ha fatto sì che questo territorio abbia risolto problemi di varia natura, diventando una realtà concreta unica al mondo.
Venezia è molto più innovativa di quanto non sembri a prima vista, ma necessita di tutta la nostra attenzione e di tutto il nostro rispetto.
Mi auguro vivamente che la mostra proposta nella nostra Aula Magna contribuisca a stabilire dialoghi anche tra forme e lingue apparentemente inconciliabili e aiuti ad avviare un colloquio fra persone e cose, al di là delle armi e del sangue, della violenza e dell’orrore che stanno divorando il nostro presente e compromettendo il nostro futuro”.


The Phantom Combatants
costituisce il terzo capitolo della serie Macho Mystic Meltdown (2025–2026) e pone al centro prospettive femministe e indigene, proponendo una riflessione sulle forme di resistenza e autodeterminazione nel presente.



The Phantom Combatants and the Metabolism of Disobedient Organs

Artista: Natasha Tontey
Sede: Ateneo Veneto – Campo San Fantina, San Marco – Venezia
Date:  9 maggio –  25 ottobre 2026
Apertura: dal giovedì alla domenica
Orario: maggio-settembre 11.00/19.00; ottobre 10.00/18.00

Ingresso libero

Conversazioni di Storia e Arte sull’Ateneo Veneto – 5 video

Se volete scoprire o approfondire la storia e le opere d’arte della Scuola di San Fantin, l’odierno Ateneo Veneto, vi proponiamo una serie di cinque video-conversazioni realizzate – grazie al contributo della Regione del Veneto – da storici e storici dell’arte per la diffusione del patrimonio storico-artistico della nostra istituzione culturale.
Il progetto editoriale ha per titolo Conversazioni di Arte e Storia sull’Ateneo Veneto: sono cinque brevi video-narrazioni ideate per raccontare l’origine e la formazione dellaScuola di San Fantin (XVI secolo), il maestoso edificio dove il nostro istituto ha sede, e per illustrare le collezioni artistiche che ancor oggi l’Ateneo Veneto custodisce al suo interno ed espone al pubblico.
Le Conversazioni di Arte e Storia sono nate nel 2021 da un’idea di Michele Gottardi e Camillo Tonini, allora rispettivamente presidente e vicepresidente – con Daniela Manzoni Suppiej – degli Amici dei Musei e Monumenti Veneziani.
I video sono stati girati e post-prodotti da Francesco Costantini.

PROGRAMMA
dal canale YouTube di Ateneo Veneto
1) LA SCUOLA DI SAN FANTIN O DEI PICAI  
Saluto dei Presidenti Gianpaolo Scarante (Ateneo Veneto 2021) e Michele Gottardi (Amici dei Musei 2021)
Gianmario Guidarelli
(storico dell’architettura)
Paola Placentino (storica dell’architettura)

2) LA CHIESA DELLA SCUOLA, ORA AULA MAGNA
Enrica Folin (storica dell’arte)
Lorenzo Finocchi Ghersi (storico dell’arte)

3) TINTORETTO E VERONESE NELL’ALBERGO GRANDE
Stefania Mason (storica dell’arte)
Paola Marini (storico dell’arte)

4) L’ALBERGO PICCOLO, ORA SALA TOMMASEO
Michele Gottardi (storico)
Ileana Chiappini di Sorio (storica dell’arte)

5) IL NEOCLASSICISMO NELLA SALA DI LETTURA
Camillo Tonini (conservatore delle collezioni d’arte dell’Ateneo Veneto)
Roberto De Feo (storico dell’arte)

 

Premio “MARIA CAVALLARIN” 2026 – Pubblicato il bando

L’Ateneo Veneto ha pubblicato il bando del premio “MARIA CAVALLARIN” per l’edizione 2026.

Il premio è indetto per legato testamentario dalla sig.ra Maria Cavallarin per premiare una ricerca originale su argomenti di antropologia e di geografia economica e umana riguardanti la Dalmazia (sua terra natale) e le isole del Levante veneto e mantenerne viva l’importante storia e tradizione.

Possono partecipare al premio studiose e studiosi di qualsiasi nazionalità, che non abbiano compiuto i 40 anni al 30 novembre 2026.

Il premio consiste in un assegno di € 3.000 (tremila) che sarà assegnato dalla Commissione a uno studio inedito e originale su argomenti che possono spaziare dalla storia sociale, istituzionale, artistica e culturale all’antropologia e alla geografia economica, archeologia e architettura.

Le domande di partecipazione vanno indirizzate alla Presidenza dell’Ateneo Veneto entro e non oltre le ore 12.00 del 23 novembre 2026.

Per tutti i dettagli scarica il BANDO

Caterina Carpinato eletta Presidente dell’Ateneo Veneto per il quadriennio 2026-2029

Nel corso dell’Assemblea dei Soci del 20 aprile 2026, Caterina Carpinato è stata nominata Presidente per il quadriennio 2026-2029.
Professoressa ordinaria di Lingua e letteratura neogreca all’Università Ca’ Foscari Venezia, già Vicepresidente dell’Ateneo Veneto  (2018–2021) e Prorettrice alla Terza missione dell’Università Ca’ Foscari Venezia (2021-2024), Caterina Carpinato sarà affiancata dal nuovo Comitato di Presidenza, composto da Simone Zancani nel ruolo di Vicepresidente e da Margherita Losacco come Delegata agli Affari Speciali, mentre sono stati riconfermati Alvise Bragadin quale Segretario Accademico e Giovanni Anfodillo come Tesoriere.
L’Assemblea si è svolta eccezionalmente presso le Sale Apollinee del Teatro La Fenice ed è stata presieduta dalla Presidente uscente Antonella Magaraggia, che ha tracciato un bilancio positivo del quadriennio appena concluso, sottolineando il rafforzamento dell’offerta culturale, l’ampliamento del pubblico e il rinnovamento organizzativo e statutario dell’istituzione.
Nel corso dell’incontro sono stati inoltre eletti sei nuovi componenti del Consiglio Accademico, ovvero Giovanni Dell’Olivo, Rocco Fiano, Nadia Maria Filippini, Mario Infelise, Alessandro Marzo Magno e Ida Zilio Grandi, mentre completano la governance i Revisori dei Conti Silvio Chiari, Alessandro Danesin e Renato Murer, con Giorgio Cichellero Fracca nel ruolo di membro supplente.
Nel delineare il programma per il quadriennio 2026–2029, la Presidente Carpinato ha indicato come priorità il rafforzamento del ruolo dell’Ateneo Veneto come spazio dinamico di confronto culturale, profondamente radicato nella tradizione ma capace di interpretare le sfide contemporanee. L’obiettivo è quello di consolidare l’istituzione come una vera e propria agorà cittadina aperta al dialogo e alla collaborazione con istituzioni locali, nazionali e internazionali, e impegnata nella promozione di progetti culturali e formativi di alta qualità accessibili a un pubblico sempre più ampio.

L’Ateneo Veneto in una nuova dimensione digitale con TMOV Immersive

Una piattaforma immersiva creata per esplorare l’Ateneo Veneto, partecipare alla sua vita culturale e accedere ai suoi contenuti ovunque ci si trovi.

TMOV Immersive è una piattaforma digitale interattiva e immersiva che apre al pubblico le porte di uno dei luoghi culturali più prestigiosi di Venezia: l’Ateneo Veneto, storica istituzione fondata nel 1812 e da sempre punto di riferimento per il dialogo interdisciplinare, la ricerca e la divulgazione del sapere.
Il progetto è nato grazie al sostegno del Ministero della Cultura, nell’ambito di un programma dedicato alla transizione digitale delle realtà culturali e creative, con l’obiettivo di sperimentare nuove modalità di accesso e valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le tecnologie digitali.
TMOV immersive è stato realizzato grazie a The Merchant of Venice”, che contribuisce allo sviluppo dell’ambiente immersivo, inserendosi in un racconto più ampio dedicato alla cultura e all’identità della città di Venezia.
L’esperienza è accessibile cliccando su tmovimmersive.com e consente di esplorare in 3D Campo San Fantin, cuore simbolico della vita culturale veneziana, dove si affacciano l’Ateneo Veneto, il Teatro La Fenice e il flagship store “The Merchant of Venice”, ospitato in un’antica farmacia veneziana del XVII secolo.
Da qui, gli utenti possono entrare negli spazi interni dell’Aula Magna dell’Ateneo Veneto, vivendo una visita immersiva di impatto visivo ed emotivo.
All’interno dell’Aula Magna, TMOV Immersive offre un ricco sistema di contenuti culturali:
– accesso a eventi e conferenze in streaming
– possibilità di partecipare da remoto a incontri e dibattiti tematici
– approfondimenti dedicati alla storia, al patrimonio artistico e alla programmazione dell’Ateneo Veneto.

L’esperienza digitale si pone in piena continuità con la missione storica dell’Ateneo: diffondere il sapere, stimolare il confronto culturale e valorizzare le arti e la storia veneziane, aprendosi oggi a un pubblico internazionale.
Elemento distintivo del progetto è la presenza del Guardiano dell’Ateneo, un chatbot intelligente pensato come guida e interlocutore virtuale. Sempre disponibile, il Guardiano risponde alle domande del pubblico, fornisce informazioni sui contenuti, sugli eventi e sulla storia dell’istituzione, accompagnando l’utente in un percorso di scoperta personalizzato e dialogico.
TMOV Immersive si configura così come una vera e propria estensione digitale dell’Ateneo Veneto: uno spazio accessibile, dinamico e inclusivo, in cui la tradizione culturale veneziana incontra le possibilità offerte dall’innovazione tecnologica, invitando il pubblico di tutto il mondo a conoscere, esplorare e vivere il patrimonio dell’Ateneo in una forma nuova e coinvolgente.

Per accedere all’esperienza: tmovimmersive.com

libro antico e schermo pc

Il progetto di digitalizzazione dei libri antichi


(https://phaidra.cab.unipd.it/)


L’Ateneo Veneto possiede una biblioteca di oltre 60.000 libri e riviste, di cui 3.000 sono volumi antichi che i francesi concessero all’istituto nel 1812. Questi provengono, per la maggior parte, dai conventi soppressi di San Salvador, San Francesco della Vigna e Santo Stefano e, in minor numero, dalla Salute, dai Frari, dal Redentore, dalla Fava e dai Carmelitani Scalzi. Grande valore ha una serie di rari volumi di astronomia e medicina, pubblicati tra il Quattrocento e il Settecento.

Finora questi libri sono stati oggetto di interesse da parte di studiosi della materia, ma non accessibili al pubblico. L’Ateneo Veneto quindi ha colto nel 2022 l’opportunità di crescita offerta dal Bando “Cultura digitale” della Fondazione di Venezia, il cui obiettivo era supportare il comparto culturale della città – in particolare i musei, le biblioteche e gli archivi – nella sua evoluzione verso il mondo digitale e la progettualità innovativa, tramite la formazione di giovani nel settore della cultura.

In risposta a tale bando l’Ateneo ha proposto un “progetto di digitalizzazione di cento libri di medicina rari e antichi”, selezionati dalla direttrice della biblioteca, la professoressa Dorit Raines dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, sulla base della loro rarità (scarsa o assente presenza in banche dati online, specialmente italiane) e del loro precario stato di conservazione. Tra questi, solo per fare un esempio, il capolavoro assoluto di Girolamo Fabrici d’Acquapendente De formato foetu. Venetiis: per Franciscum Bolzettam, 1600 (Patavii: ex typographia Laurentij Pasquati, impress. Almae universitatis iuristarum, 1601).

Per realizzare il progetto – iniziato a fine 2022 e concluso nell’estate 2023 – è stato scelto Kristian Gandin, studente della Laurea magistrale in Digital Humanities dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Questi ha partecipato prima ad un corso accelerato di catalogazione di libri antichi e, in seguito, ad uno di digitalizzazione ed elaborazione delle immagini con Color Checker e Camera Raw (plugin di Photoshop) e infine a un corso per l’inserimento di immagini e metadati nella piattaforma di archiviazione prescelta.

Per l’archiviazione a lungo termine di oggetti e collezioni digitali infatti l’Ateneo Veneto ha stipulato una convenzione con il Centro di Ateneo per le Biblioteche dell’Università di Padova, che ha realizzato, in collaborazione con l’Università di Vienna, una piattaforma denominata PHAIDRA (Permanent Hosting, Archiving and Indexing of Digital Resources and Assets), che risponde ai principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable) indicati dalla Commissione Europea come linee guide di Data Management.

I libri rari di medicina digitalizzati sono caricati sulla suddetta piattaforma ad accesso gratuito in una sezione dedicata all’Ateneo Veneto  (https://phaidra.cab.unipd.it/).

L’utente può sfogliare i libri tramite Book Viewer o scaricarli in formato PDF con licenza CC BY-NC-SA (Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo stesso modo).

In questo modo l’Ateneo Veneto, che ha come sua vocazione la divulgazione della cultura e l’accesso gratuito al suo patrimonio culturale e artistico, ha iniziato un interessante percorso che permetterà di raggiungere l’obiettivo di rendere fruibili questi tesori librari e di proteggerli da un ulteriore deterioramento.

Vale la pena ricordare che un primo passo verso la diffusione della conoscenza dei volumi rari di medicina conservati nella biblioteca dell’istituto era già stato fatto con la mostra Anatomia di una biblioteca: Cinquanta volumi di medicina dalla collezione storica dell’Ateneo Veneto, che si è tenuta a Venezia nell’aprile-maggio 2007, corredata da un catalogo che percorreva la storia della medicina attraverso i volumi esposti. La mostra ha avuto un notevole successo e il suo catalogo si trova in molte biblioteche italiane e all’estero.