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Venezia 2050 D.C. … e venne l’acqua grandissima

VENEZIA 2050 D.C. … E VENNE L’ACQUA GRANDISSIMA
7 – 21 novembre 2021 – giovedì/domenica, 15.00/18.00
Sala Lettura dell’Ateneo Veneto, Campo San Fantin 1897, Venezia
Ingresso gratuito
Necessario esibire il Green Pass

Sono previste visite guidate alla mostra accompagnati da Paolo della Corte ogni sabato e domenica alle ore 16.00.

Un gondoliere, alcuni “bottegai”, l’avvocato, l’architetta, l’oste: veneziani così resilienti da continuare a vivere in città anche quando questa sarà sommersa dall’acqua.
Uno scenario fantascientifico – ma non troppo – in cui il fotografo Paolo della Corte ha letteralmente “immerso” una ventina di personaggi particolarmente significativi per Venezia, non per fama ma per l’attività che svolgono.
Li ha fotografati mentre nuotano nell’acqua verde e livida della laguna che – con l’innalzamento del livello dei mari – potrebbe finire per sommergere la città.
Venezia 2050 D.C. … e venne l’acqua grandissima è una nuova tappa del progetto artistico che Paolo della Corte sta portando avanti sui “venetians”, i cittadini resilienti che continuano, nonostante tutto, ad abitare la città storica.

La mostra fotografica viene inaugurata domenica 7 novembre 2021 alle ore 17.00 nella Sala Lettura dell’Ateneo Veneto, alla presenza dell’artista e del presidente dell’Ateneo Gianpaolo Scarante.

Paolo della Corte, figlio dello scrittore Carlo, fin da bambino è stato “esposto” alle amicizie del padre, tra cui Andrea Zanzotto e Federico Fellini, che ha sempre rincorso il sogno impossibile di fare un film su Venezia.
Frequentandoli, Paolo ha evidentemente imparato da loro a vagare per calli e campielli senza cadere nella trappola di raccontarne l’ovvio, ma tenendo costantemente lo sguardo critico, divertito, meravigliato e disincantato, fotografando per decenni tutto fuorché la Laguna e pazientando finché non fosse arrivata l’intuizione giusta per farsi interprete della città dove è nato, e che non ha mai lasciato.
Fino a quando non è scattata la scintilla: “Voglio fotografare i veneziani sott’acqua. Tutti vestiti, sott’acqua, che nuotano come anfibi”.
Nasce così un lavoro potente di narrazione e denuncia di un problema contingente – quello della Venezia che secondo la rivista Nature sarà completamente sommersa nel 2050 d.C. – nel quale i suoi concittadini finiscono a mollo.
Lo sfondo delle fotografie è la vasca grande dell’acquario nell’Aquarius Hotel in campo San Giacomo dell’Orio dove, tuffandosi senza esitazione, osti e gondolieri, artisti e maestri vetrai, giovani e anziani, da soli, in coppia o in gruppo, quasi sembrano trovarsi a loro agio in tale dimensione liquida, dimostrando la veridicità del famoso detto veneziano che “co l’aqua toca el dadrìo, tuti impara a nuar”.
Inghiottiti dai flutti i veneziani si abbracciano, fanno capriole, fluttuano, camminano, danzano, si tappano il naso o emettono bolle, strizzano gli occhi, gonfiano le gote, dando vita a un grande circo che sarebbe piaciuto proprio a Fellini, e sembra che, ributtati nel loro elemento, quasi un liquido amniotico, e non più fermi immobili, disorientati, investiti da orde di turisti, finalmente abbiano ripreso a vivere.
un carnevale acquatico tanto più allegro e spensierato quanto più grottesco e drammatico, al quale non si può prendere parte, ma solo assistere.
Realizzare gli scatti che compongono questa mostra è stato tutt’altro che facile, tra allestimento, luci, bassa temperatura dell’acqua (le foto sono state realizzate nell’ottobre del 2019) e il timore che qualcuno dei soggetti ritratti potesse avere qualche problema durante l’immersione. Ma ne è valsa la pena, perché il risultato è davvero suggestivo e invita alla riflessione.

Le 22 persone ritratte sono:
– Susanna Corberi, gestisce con il marito Raffaele Benini la ferramenta a San Giacomo dell’Orio
– Mattia Romanelli il gondoliere più anziano ancora in servizio
– Massimo Stefanutti, avvocato e presidente dello storico Circolo Fotografico la Gondola
– Matteo Miotto, geometra
– Mauro Lorenzo, oste e sommelier alla Mascareta
– Daniele Nalesso, fotografo
– Emanuela Forti, insegnante, con Arturo Pagnin e Giosuè Trolese Bezzi, suoi studenti.
– Davide Bonaldo, ricercatore, lavora all’Istituto di Scienze Marine e si occupa di oceanografia fisica
– Cecilia Foresi, artista
– Marco Franzato, realizza i vetri a piombo per molti edifici storici di Venezia
– Amanda Cuzdey, gelataia in campo San Giacomo dell’Orio
– Giorgio De Battisti, musicista per passione
– Katia Ciri, gestisce un negozio di collane dietro Piazza San Marco
– Carla Marazzato, attrice, dirige una scuola di teatro alla Giudecca
– Nicola Francesconi, arredatore d’interni
– Piero Pasini, insegnante di karatè e giornalista di viaggio
– Giulio Lattuada, architetto
– Carlotta – Girardi, architetto, realizza borse e gioielli
– Alvise Schiavon, lavora nel settore del vetro di Murano
– Luciano Gambaro, presidente del “Consorzio Promovetro Murano”
– Sebastiano Girardi, con la moglie Giorgia
– Fabio Fornasier, maestro vetraio.

PAOLO DELLA CORTE
Nato a Venezia, città in cui continua a vivere pur tra numerosi spostamenti.
Dopo una Laurea in Storia dell’Arte a Ca’ Foscari ha iniziato a lavorare come fotografo concentrandosi sin dall’inizio sui ritratti di personaggi del mondo della cultura, soprattutto letteratura e arti, raggiungendoli nei loro studi o abitazioni per contestualizzarli sempre nel loro ambiente, in rapporto con la loro vita e i loro lavori e cercando di unire ricerca estetica e naturalezza in modo da raccontare il personaggio. Louise Bourgeois, Jim Dine, Roy Lichtestein, George Segal, Jannis Kounellis, gli italiani Fabro, Merz, Vedova, Plessi e Vangi sono alcuni degli artisti incontrati in questi ultimi vent’anni. Mentre tra gli scrittori Günther Grass, Doris Lessing, Luis Sepulveda, Fulvio Tomizza, Claudio Magris e Andrea Zanzotto, solo per ricordarne alcuni.
Paolo della Corte collabora con diverse testate nazionali e estere e le sue immagini sono state pubblicate da Il Venerdì, L’Espresso, Sette, Specchio, Gente Viaggi, Gambero Rosso, Cookinc.

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