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donne e giustizia

DONNE E GIUSTIZIA – Un percorso diacronico

DonnAteneo | MarzoDonna 2024
Convegno 5 marzo 2024
DONNE E GIUSTIZIA – Un percorso diacronico

In occasione della Giornata internazionale della donna 2024, l’Ateneo Veneto di Venezia, ha organizzato martedì 5 marzo 2024 un incontro sul tema “Donne e giustizia”, proponendo un percorso di riflessione diacronica dal medioevo all’età contemporanea.
Le relatrici invitate lavorano o hanno fatto parte di università, istituzioni, enti culturali e associazioni varie: dalla Sorbonne all’Università di Rouen-Normandie, da Ca’ Foscari alle Università di Padova e Pisa, dall’Archivio di Stato di Venezia alla Società Italiana delle Storiche al mondo della magistratura.
Il convegno – curato da Anna Bellavitis, Nadia Maria Filippini e Alessandra Schiavon – mette a fuoco alcuni aspetti cruciali di una lunga storia di battaglie e conquiste, focalizzando da un lato le “dissimmetrie” legislative più rilevanti che emergono tra Medioevo ed età contemporanea, e dall’altro presentando esempi e casi significativi di “agency” femminile nel rapporto «donna-giustizia».

Alcune relazioni di carattere generale hanno analizzato l’aspetto delle “dissimmetrie legislative” intese come congerie di norme, forme di controllo e sistemi giurisdizionali che hanno codificato privilegi e diritti asimmetrici sia sul piano civile/penale che su quello sociale e politico – come da tempo ha messo in luce un’ampia bibliografia di women’s studies – e favorito quindi l’affermarsi del potere patriarcale e la conseguente subalternità femminile, dall’epoca medievale e moderna (Simona Feci), passando per la riorganizzazione dei codici napoleonici e del Regno d’Italia (Chiara Valsecchi), fino al periodo post-costituzionale (Paola Stelliferi).
Sono stati messi a fuoco alcuni casi emblematici, come quello delle tre spose – per matrimonio o per discendenza dinastica – poste ai vertici della gerarchia politica e sociale nella Milano e nella Mantova tardo-medievali, e tragicamente giustiziate per aver commesso adulterio, su decisione dei loro mariti, forti di un potere maschile che oltrepassa i limiti posti dal diritto del tempo (Elisabeth Crouzet Pavan).
Un’attenzione particolare è stata dedicata al tema del corpo e al controllo della gravidanza illegittima, che viene disciplinata in età moderna da norme severe (Daniela Lombardi).
Altre relazioni hanno illustrato casi ed esempi, tratti dalla documentazione medievale fino alla cronaca di ieri, riconducibili ad una coraggiosa “agency” femminile, praticata negli interstizi, o nei silenzi, delle leggi, che ha consentito di ritagliarsi spazi di libertà e/o potere informale, anche ricorrendo ai tribunali per far valere diritti e ragioni (Anna Bellavitis): e questo non solo per le donne delle classi privilegiate, ma anche per quelle delle classi subalterne. Sono casi individuali, come quello di Fantina, figlia di Marco Polo il Viaggiatore, che chiama a rispondere del loro operato i potentissimi Procuratori di San Marco e ottiene giustizia contro un marito prepotente e violento che l’ha privata dell’eredità paterna (Alessandra Schiavon); o ancora di Camilla, moglie di Piero Girardi, che con scrittura notarile dichiara nullo il suo precedente testamento, scritto su coercizione del marito, e nomina erede la figlia naturale, escludendo dalla disponibilità di ogni suo bene lo sposo che l’ha maltrattata e tradita e ha dissipato la sua dote (Federica Ambrosini).
Voci di donne in vario modo assertive: spesso intimorite, non di rado ferite, ma mai passive o rassegnate, che si levano dal mondo pubblico o privato del Medioevo italiano e si allungano fino ai giorni nostri.
Sono state al contempo poste in luce quelle forme di critica e contestazione ai sistemi normativi vigenti, dalla rivendicazione delle donne veneziane del Settecento di occupare spazi pubblici, come i caffè (Tiziana Plebani), ai movimenti che si battono per la conquista di diritti tra i più ampi della storia, al fine di ottenere parità legislativa, uguaglianza giuridica e accesso alle professioni, negli ultimi due secoli.
Si tratta di un percorso che ha faticosamente fatto emergere il riconoscimento di nuovi spazi per le donne: ad esempio in materia di libertà di espressione, come il diritto di voto strenuamente richiesto a partire dai plebisciti indetti a ridosso dell’Unità d’Italia 1860/1866 (Liviana Gazzetta); o in tema di contrasto alla violenza, con la battaglia condotta dal movimento femminista degli anni Settanta contro la vittimizzazione secondaria e per ottenere una nuova legge contro la violenza sessuale (Nadia Maria Filippini); o per accedere ad ambiti di lavoro fino a qualche decennio fa di esclusiva competenza maschile, come la magistratura (Antonella Magaraggia).
Il contesto considerato in relazione al quadro normativo è quello nazionale, e consente di mettere a confronto le realtà dei diversi Stati della penisola, senza trascurare le peculiarità legislative della Repubblica di Venezia.  Per quanto riguarda invece gli esempi di agency femminile, i casi proposti afferiscono soprattutto alla storia della Serenissima e del Veneto italiano.

Ogni esposizione è stata accompagnata da una specifica lettura, scelta dalla corrispondente relatrice, ed estrapolata da testi normativi o documentari, cronache antiche, brani tratti da interrogatori o relazioni processuali, lettere di denuncia, romanzi, discorsi di parlamentari o ministri: ne sono stati interpreti, nella sessione mattutina, studentesse e studenti di alcune classi dei licei “Marco Polo” e “Marco Foscarini” di Venezia, accompagnati dagli insegnanti, mentre durante la sessione pomeridiana ne è stata interprete l’attrice e regista Sandra Mangini.

Il convegno era accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Venezia e riconosciuto ai fini della formazione degli insegnanti dalla SIS, Società Italiana delle Storiche, ente accreditato presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, ai sensi della DM 170/2016. La partecipazione (seguita da breve relazione) è riconosciuta come attività sostitutiva di stage e tirocinio per gli studenti di Ca’ Foscari iscritti ai corsi di laurea in Storia e di laurea magistrale in Storia dal medioevo all’età contemporanea.

Il convegno è stato organizzato da Ateneo Veneto in collaborazione con Groupe de Recherche d’Histoire – Université de Rouen, Normandie, Agence Nationale de la Recherche France, Società Italiana delle Storiche, Ordine Avvocati di Venezia, Camera Arbitrale Venezia, Inner Wheel Venezia, Soroptimist Venezia; con il patrocinio di Università Cà Foscari di Venezia – Dipartimento di Studi Umanistici, C.P.O. Ordine Avvocati di Venezia.

Il convegno è stato registrato integralmente e verrà caricato sul canale YouTube dell’Ateneo Veneto.
Gli atti del convegno verranno invece pubblicati nella Rivista “Ateneo Veneto”.

Locandina del convegno

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