Riccardo Held recita il Canto XXXIII del Paradiso

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Società Dante Alighieri – Comitato di Venezia
PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI DANTESCHE, GIUGNO 2021
in collaborazione con Ateneo Veneto, Marina Militare, Biblioteca Nazionale Marciana, Procuratoria di San Marco, Salone Nautico Venezia, The Gritti Palace

Letture dantesche e concerto in Basilica di San Marco
Serata registrata il 29 giugno 2021

RICCARDO HELD dice il Canto XXXIII del Paradiso 
Il coro dei “Cantori Veneziani” diretto dal M° Diana D’Alessio, esegue il “Pater Noster” di Giuseppe Verdi (ispirato ai Versi 1-24 del Canto XI del Purgatorio) e le “Laudi alla Vergine Maria”, di Giuseppe Verdi (Versi 1-21 del Canto XXXIII del Paradiso).

Saluto: Monsignor Canonico Angelo Pagan, Arcidiacono della Basilica di San Marco
Emmanuele Muresu, Consigliere Comunale, in rappresentanza del Sindaco di Venezia
Rosella Mamoli Zorzi, Presidente del Comitato di Venezia della Società Dante Alighieri
Introduce Serena Fornasiero, italianista dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e Vicepresidente del Comitato di Venezia della Società Dante Alighieri.

Dante e la rosa: dall’amore sensuale all’amore spirituale

ART NIGHT VENEZIA 2021 – X edizione
Ateneo Veneto, Associazione Culturale Musica Venezia, Università Ca’ Foscari, Comune Venezia, Venezia1600

Dante e la rosa: dall’amore sensuale all’amore spirituale
Introduzione: Roberta Reeder, direttore artistico dell’Associazione Musica Venezia
Voci recitanti:  Adriano Iurissevich e Roberta Reeder
Simona Gatto
, soprano
Davide Gazatto, liuto, flauto dolce, percussione

Uno dei temi di questa X edizione di Art Night Venezia è quello di Dante Alighieri, di cui ricorrono i 700 anni dalla morte.
Ateneo Veneto, in collaborazione con l’Associazione Musica Venezia, propone al pubblico un evento multimediale, con recitazione di versi tratti dalla Divina Commedia, alternati a musica e canzoni dei trovatori, al tempo di Dante.
Adriano Iurissevich sarà la voce recitante dei passaggi dalla Divina Commedia, come ‘Francesca da Rimini’ nell’Inferno e Piccarda Donati nel Paradiso, nonché di trovatori quali Bertran de Born e Sordello: un viaggio dall’Inferno al Paradiso per giungere all’amore spirituale.

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Malattia e terapia della Città secondo Platone

Ateneo Veneto, Accademia di Musica e Filosofia, Venezia 1600

RIPENSARE LA CITTA’ CON GLI ANTICHI
Malattia e terapia della Città secondo Platone
Franco Ferrari dialoga con Sara Cianciullo

Emma Brumat, Alfredo Conte, Elisa Fonda e Yun Zhang
interpretano al pianoforte brani di Franz Liszt e Claude Debussy

Nella sua opera di filosofia politica più articolata e complessa, la Repubblica, Platone concepisce la crisi della polis secondo modalità di tipo medico, assimilando la città a un organismo malato. In tale contesto le soluzioni che egli appronta assumono il profilo di una terapia, la quale necessita di medici. Il progetto filosofico-politico della Repubblica si presenta dunque come un grandioso piano diagnostico e terapeutico che coniuga tutti gli aspetti del pensiero platonico: etica, antropologia, politica, epistemologia, estetica e metafisica.
La crisi della città è prima di tutto una crisi antropologica, il cui superamento richiede una radicale rifondazione delle modalità attraverso le quali gli uomini si pensano come una comunità.
n simile progetto ha il merito di porre la questione della grande politica, ossia di un’azione che si richiami a fondamenti etici, antropologici e metafisici.

Franco Ferrari insegna filosofia antica presso l’Università di Pavia, dopo avere insegnato per venti anni all’Università di Salerno. Ha svolto attività didattica in numerose università europee e sudamericane. I suoi interessi di ricerca si concentrano sulla filosofia di Platone e sulla ricezione del platonismo nel mondo antico. Ha tradotto e commentato nella collana dei classici della Bur il Parmenide, il Teeteto e il Menone. A Platone ha dedicato anche un’esposizione generale: Introduzione a Platone (Il Mulino).
Sara Cianciullo, musicista e filosofa, compie i suoi studi musicali laureandosi in Pianoforte al Conservatorio di Avellino: tiene regolarmente concerti in Italia e all’estero sia come solista che in formazione cameristica. Coltiva parallelamente i suoi studi di filosofia laureandosi in Filosofia Antica all’Università degli Studi di Salerno, ed è attualmente dottoranda in “Studi Umanistici Transculturali” all’Università degli Studi di Bergamo. I suoi interessi di ricerca restano legati alla filosofia antica e si concentrano sulla ricezione del platonismo nella scienza e nell’Inghilterra del Sec. XVII.

RIPENSARE LA CITTA’ CON GLI ANTICHI

Ateneo Veneto, Accademia di Musica e Filosofia, Venezia 1600, Agimus Venezia, Società Filosofica Italiana
RIPENSARE LA CITTA’ CON GLI ANTICHI

Platone nella Repubblica (digitale)
Luigi Vero Tarca 
in dialogo con Camilla Grandi 

Interventi musicali:
Diana Calcagno, viola | J.S.Bach: Preludio Suite n. 3; Preludio Suite n. 5; Gavotta Suite n. 6
Elena Bernaus, flauto | J.S. Bach: Partita in la minore, Allemanda e Corrente; Sarabanda e Bouurée inglese

Ripensare Venezia attraverso i filosofi antichi è l’obiettivo del nuovo ciclo di musica e filosofia 2021.
I grandi pensatori dell’antichità hanno ancora molti strumenti da offrirci per leggere criticamente il nostro presente e immaginare con maggior consapevolezza il nostro futuro.
La riflessione antica sull’etica e sulla politica ha gettato le basi di cui la nostra cultura si nutre ancora oggi, spesso in modo inconsapevole.
Questi incontri filosofici organizzati in occasione dei 1600 anni dalla fondazione di Venezia intendono dare un contributo attraverso la riflessione sulla città a partire proprio dall’età classica.
Ogni incontro è accompagnato da interventi musicali a cura dell’Associazione Agimus dedicati a Venezia e al tema dell’acqua.

Ripensare Venezia attraverso i filosofi antichi: prima lezione

La prima lezione riguarda il pensiero politico di Platone, compendiato in particolare nella Repubblica (ma poi anche nelle Leggi).
Tale pensiero può restare attuale pure nella polis contemporanea, che potremmo definire “digitale”, dal momento che questa pare destinata a condurre gli umani al di là di quello che pareva essere il confine inoltrepassabile dell’esistenza umana?

Luigi Vero Tarca, già professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Presso la stessa università è stato direttore del Centro Studi sui Diritti Umani, nonché fondatore del Seminario Aperto di Pratiche Filosofiche. Il suo pensiero, che unisce rigore teoretico e pratica filosofica, si fonda sul concetto di pura differenza, distinta dalla semplice negazione.
Camilla Grandi ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Filosofiche all’Università Ca’ Foscari di Venezia nel 2018, occupandosi principalmente di Platone e del dialogo socratico. Appassionata di teatro, si è diplomata alla scuola del Teatro a l’Avogaria e collabora con diverse compagnie. Lavora in ambito sociale.

Non perdere gli eventi organizzati dall’Ateneo Veneto

Donne sante dee. Guida ragionata alla città di Venezia

Ateneo Veneto, Università Popolare di Venezia, Venezia1600
Presentazione del volume
DONNE SANTE DEE. Guida ragionata alla città di Venezia
di Antonella Barina e Daniela Zamburlin (Venezia, Mare di Carta editrice 2021)

Francesca Brandes conversa con le autrici 
Letture di Maria Teresa Crisigiovanni di “Voci di Carta”

Il libro è una guida non solo ai luoghi ma anche alla storia della città lagunare dalle sue origini raccontata in prospettiva di genere. Ricordando le donne più famose della storia di Venezia, le autrici hanno restituito volto, nome e luogo a un inedito e nutrito repertorio trasversale di presenze femminili diversissime tra loro per condizione, professione e vocazione che, con centinaia di nomi, arriva fino al Novecento, includendo anche significative figure mitiche e leggendarie.
Arricchita da circa 500 fotografie di diverse autrici e autori e con più di 150 ritratti originali della giovane disegnatrice spagnola Eva Martìnez Souto, attraverso la vita delle protagoniste la guida indirizza sia ai grandi monumenti noti in tutto il mondo, sia ai labirinti della Venezia meno conosciuta, ricca di opere altrettanto importanti, suggerendo reti di relazioni tra le stesse protagoniste.
Antonella Barina, poeta, drammaturga, giornalista professionista, vive a Venezia e dagli anni ’70 studia con viaggi e ricerche i miti del divino femminile.
Daniela Zamburlin, giornalista professionista, scrittrice, storica, studiosa di tradizioni popolari, di Venezia e di storia delle donne. Vive e lavora a Venezia.

Eugenio Miozzi. Venezia tra innovazione e tradizione, 1931 – 1969

Presentazione del volume
Eugenio Miozzi. Venezia tra innovazione e tradizione, 1931-1969
a cura di Clemens F. Kusch (Berlino, DomPublishers, 2020)

Coordina Guido Zucconi
Presentano Mario Isnenghi e Marzia Marandola
Interventi di Serena Maffioletti e del curatore

Nonostante abbia segnato in maniera rilevante l’immagine e il funzionamento contemporaneo della città, Eugenio Miozzi è una figura poco conosciuta a Venezia.
Eppure i veneziani e i visitatori si confrontano quotidianamente con le sue opere e soprattutto attraversano i suoi ponti: dal Ponte della Libertà, al Ponte dell’Accademia, ai diversi ponti sul Rio Nuovo sino all’esemplare Ponte degli Scalzi.

Venezia tra tradizione e innovazione

Ma Eugenio Miozzi nella sua lunga attività ha anche realizzato una grande quantità di opere e progetti tra i quali il Garage Comunale e il Casinò del Lido, si è occupato del restauro del Teatro la Fenice, ha fatto piani per il risanamento della città, progetti per l’ampliamento dell’isola del Tronchetto, progettato una strada translagunare e ideato un’autostrada da Venezia a Monaco.
Tutti i progetti rappresentano il costante e infaticabile sforzo per coniugare la secolare tradizione di Venezia con uno spirito di innovazione come garanzia per la sopravvivenza della città stessa.

Il curatore del volume

Clemens Kusch, architetto, opera con il suo studio professionale a Venezia, nei settori della progettazione e del project management. E’ corrispondente di riviste tedesche e ha pubblicato numerosi saggi e articoli sull’architettura contemporanea. Ha curato le pubblicazioni “Poli fieristici” (forma editore 2013) e la “Guida all’architettura. Venezia. Realizzazioni e progetti dal 1950”, (dom publishers 2014). Dal 2009 al 2015 è stato coordinatore dell’associazione temporanea di professionisti italo-tedesca incaricata della progettazione per la ricostruzione del castello di Berlino.

​​​​​​​Il Tesoro sopravvissuto del Museo del Duomo di Caorle. Argenti medievali e barocchi

Ateneo Veneto, Patrimonio di Oreficeria Adriatica
Corso di Storia dell’Oreficeria e Arti Decorative 2021 – XVIII edizione
TESORI NASCOSTI E RITROVATI. ARCHEOLOGIA, OREFICERIE, RESTAURI TRA ORIENTE E OCCIDENTE

Il Tesoro sopravvissuto del Museo del Duomo di Caorle. Argenti medievali e barocchi
Alberto Bordignon,
 storico dell’oreficeria

La secolare storia di Caorle comincia insieme alla creazione da parte dell’Impero Romano delle tre città fortificate di Aquileia, Concordia e Oderzo.
Caorle faceva parte di un cordone di isole-fortezza poste sul litorale veneziano, fondamentale avamposto per il ruolo di difesa del commercio e delle comunicazioni con l’Europa nord-orientale, ruolo che tuttavia ne condizionò nei secoli il destino e in parte l’oblio già nella seconda metà del 1200.

Il “Tesoro” di Caorle, custodito nel duomo di Santo Stefano martire, per molti aspetti rappresenta una testimonianza importante delle produzioni orafe nell’Alto Adriatico, dal Medioevo al Novecento. Un nucleo di oggetti sopravvissuto, in gran parte, nonostante vicende storiche che spesso hanno visto nelle arti preziose il più ambito “desiderio di conquista” tra saccheggi, frequenti incursioni piratesche e requisizioni.

L’attenzione si è focalizzata principalmente sui manufatti di età medievale e barocca, che per importanza storica e numerica costituiscono il nucleo più significativo delle suppellettili sacre che insieme agli altri oggetti d’arte appartengono alla comunità parrocchiale, tramandati dai vescovi durante un millennio di storia.

Nel 1975 essi furono raccolti da mons. Felice Marchesan in uno spazio un tempo dedicato alla cappella privata dei vescovi e all’Episcopio, riordinati e organizzati nel Museo del Tesoro del Duomo di Caorle, inaugurato dall’allora patriarca di Venezia Albino Luciani, poi papa Giovanni Paolo I.

Il pathos della distanza: oggetti orientali con oreficerie medievali del Tesoro della basilica di San Marco

Ateneo Veneto, Patrimonio di Oreficeria Adriatica
Corso di Storia dell’Oreficeria e Arti Decorative 2021 – XVIII edizione
TESORI NASCOSTI E RITROVATI. ARCHEOLOGIA, OREFICERIE RESTAURI TRA ORIENTE E OCCIDENTE

Il pathos della distanza: oggetti orientali con oreficerie medievali del Tesoro della basilica di San Marco
Relatrice: Letizia Caselli

Esiste una documentazione piuttosto ricca sulle perdite causate dall’uso degli oggetti devozionali in metallo prezioso.
I manufatti più modesti sono sostanzialmente scomparsi, quelli sontuosi conservati nei tesori delle basiliche, come ad esempio quella di San Marco, sono invece ancora presenti,.forse per l’elevato valore materiale e simbolico costruito attorno ad essi.

Di quest’ultima categoria si intende considerare non tanto la vulnerabilità quanto gli interventi creativi medievali, in questo caso veneziani, eseguiti su oggetti più antichi, in origine bizantini, islamici e non solo, in una sorta di apparente “continuità” artistica e stilistica di estrema raffinatezza, ma con un decisivo cambio di funzione.

Un riuso e una nuova vita per gli oggetti insomma, che nel tempo interagiscono con la cultura di chi li ha ri-creati e con lo sguardo di chi li apprezza, spostando forse in altro luogo parte del loro ciclo vitale.

Alcune anticipazioni sul restauro dei mosaici con pavoni della Basilica di San Marco

Ateneo Veneto, Patrimonio di Oreficeria Adriatica
Corso di Storia dell’Oreficeria e Arti Decorative 2021
TESORI NASCOSTI E RITROVATI. ARCHEOLOGIA, OREFICERIE, RESTAURI TRA ORIENTE E OCCIDENTE
Alcune anticipazioni sul restauro dei mosaici con pavoni della Basilica di San Marco
Relatore: Toto Bergamo Rossi, direttore di Venetian Heritage Inc.

La lezione è incentrata su un restauro che coinvolge una delle partiture più preziose della città. Un “tesoro” con altre funzioni, un bene storico-artistico di pregio ma di carattere monumentale, visto nella sua materialità, da preservare e conservare nel tempo: la Basilica di San Marco. L’alta marea eccezionale che ha colpito Venezia durante il mese di novembre 2019 ha causato danni ingentissimi soprattutto alla chiesa. L’intero pavimento è stato sommerso dall’acqua granda causando importanti danni ai preziosi mosaici pavimentali che si estendono sull’intero suolo calpestabile, sia del nartece che delle navate interne.
Le superfici a mosaico della Basilica, a causa del contatto prolungato con l’acqua, hanno subito gravi alterazioni, quali il sollevamento delle malte di supporto, lo scalzamento e la dispersione delle tessere marmoree e infine la corrosione dei materiali lapidei e marmorei. Il tappeto musivo in prossimità della porta d’ingresso del Battistero nella navata destra della Basilica è tra le aree che hanno subito i danni maggiori.
Venetian Heritage sta sostenendo il restauro di questo “tesoro”, in particolare della porzione di mosaico che rappresenta una coppia di pavoni tra loro affrontati davanti a un vaso centrale dal quale si sviluppano ampi girali vegetali che offrono appoggio ai due uccelli. Nella chiesa sono presenti quattro coppie di pavoni, due nella navata destra e due in quella sinistra. La porzione di mosaico restaurata da Venetian Heritage (grazie al sostegno di Bottega Veneta), è particolarmente importante perchè è l’unica a conservare ancora in larga parte i materiali originali risalenti al XII-XIII secolo ed è stata utilizzata nel corso dell’Ottocento come modello per la ricostruzione delle altre tre coppie di pavoni.

La nuova terra

Presentazione del volume
La nuova terra  (Milano, Guanda 2021)
di Sebastiano Mauri
Michela Vanon Alliata e Vincenzo Patanè conversano con l’autore

Un libro che parla di ricerca interiore e riscoperta di sé e del rapporto che lega l’uomo alla terra. Il protagonista del romanzo, Leone, arriva nel cuore dell’Amazzonia convinto da sua cugina Nur, cui non ha mai saputo dire di no, e viene catapultato in un mondo fuori dal tempo, dove si curano le persone con cerimonie in cui si consuma l’ayahuasca, la liana dei morti, un decotto psicotropo dai numerosi effetti terapeutici. Una storia sulla scoperta e l’accettazione di se stessi.
Sebastiano Mauri ha vissuto tra Milano, New York e Buenos Aires. Artista, scrittore e regista, nel 2012 ha pubblicato il romanzo Goditi il problema e nel 2015 il saggio Il giorno più felice della mia vita, entrambi con Rizzoli. Nel 2018 ha vinto il premio Flaiano Opera Prima con Favola, il suo primo film.

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Spiagge della memoria

Presentazione del volume
Spiagge della memoria 
di Giulia Giudice (Firenze, Nardini editore 2019)

Maria Paiato legge alcuni passi dal libro.
Introduzione e dialogo letterario con Letizia Caselli.

Pubblicato un anno prima della morte, ma elaborato nell’arco degli ultimi venti anni, il libro “Spiagge della memoria” racconta “frange di vita”. Storie personali, soste per permettere ai pensieri di elevarsi a ricordi concreti e sempre interessanti. Storie minime, quotidiane, racconti veri ristretti negli spazi di una stanza, una casa delle vacanze, un incontro, un fatto insolito, le famiglie e le amicizie raccontate con una leggerezza che conquista e invoglia a girare pagina per capire l’evoluzione dei fatti o il carattere di uno dei protagonisti.
Giulia Giudice (1927 –  2020) ha lavorato come ricercatrice all’Istituto Regionale di Studi Economici del Veneto e in seguito ha insegnato geografia economica. Ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca della conoscenza. La scrittura ha accompagnato tutta la sua esistenza con una produzione narrativa e soprattutto poetica fortemente innovativa e sperimentale legata in particolare alla cultura classica europea, alla filosofia bergsoniana del tempo, al linguaggio delle arti figurative, alla fantascienza come utopia laica dell’inconosciuto e metafora dell’assurdo della realtà.
Maria Paiato ha attraversato il teatro di parola e di regia di questi ultimi vent’anni acquisendo una qualità e una sensibilità che ne fanno un’interprete universale e particolarmente duttile e un’esploratrice creativa della forma monologo. Pluripremiata, tra i più prestigiosi riconoscimenti vanta Gli Olimpici del Teatro, il Premio UBI, il Premio Eleonora Duse e di recente il Nastro d’argento come miglior attrice non protagonista ne Il Testimone invisibile di Stefano Mordini.

VENEZIA NEI CAMPIELLI – Presentazione del volume

Presentazione del volume
Venezia nei Campielli  (Lido di Venezia, Supernova 2021)
di Giorgio Crovato, Franco Mancuso, Franco Vianello Moro 

Introduce il presidente dell’Ateneo Veneto Gianpaolo Scarante
Gli autori conversano con l’editore Giovanni Distefano (Supernova) e con Jacopo Zanon (Hotel Giorgione)

Ingresso libero fino a esaurimento dei 60 posti disponibili in sala.
Obbligo di Green Pass  

Quanti sono i campielli di Venezia? Sono ben 217, e per catalogarli e schedarli tutti ci sono volute la curiosità e la pazienza certosina di un gruppo di lavoro composto da un fotografo, uno storico, un urbanista e un editore che hanno collaborato alla realizzazione di questo libro che è una singolare guida attraverso la Venezia degli spazi pubblici minori.
Venezia nei Campielli è un libro fatto di bellissime fotografie accompagnate da preziose annotazioni storico-urbanistiche, frutto di un’indagine su un aspetto poco studiato della città, quello degli spazi pubblici minori. Gli autori si sono concentrati sui campielli come luoghi accoglienti e autentici del tessuto urbanistico, in cui si respirano la vita quotidiana e la cultura materiale di una comunità abituata da sempre a vivere tra acqua e terra.
Per il corredo fotografico del libro è stato necessario fare una scelta, e selezionare 60 campielli che per le loro caratteristiche si prestassero ad una ripresa fotografica ad ampio spettro, selezionando di volta in volta il miglior angolo di inquadratura; il risultato è un montaggio di una sequenza spaziale di più scatti, tutti a mano libera, che permette di avere una visione ampia, allargata, quasi panoramica. Tutti gli altri 157 campielli sono rappresentati con scatti unici.

Assemblea ordinaria dei Soci dell’Ateneo Veneto

ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI

Data la situzione sanitaria, l’Assemblea si svolge in modalità online attraverso la piattaforma ZOOM.
I soci riceveranno la mail di invito dalla Segreteria dll’Ateneo Veneto.

Ordine del Giorno
Comunicazioni del Presidente sull’attività dell’Istituto
Presentazione ed approvazione del Bilancio Consuntivo 2020
Varie ed eventuali

Asta di beneficenza a favore di Ateneo Veneto e altri service

Inner Wheel Venezia e Rotary Club Venezia

ASTA DI BENEFICENZA
Oggetti d’arte e regalie di gran valore
Il ricavato andrà in favore di ATENEO VENETO, A.I.L. Venezia, A.I.R.C.

ASTA
Ca’ Sagredo Hotel, Campo Santa Sofia, 4198/99
Domenica 20 giugno 2021, ore 15.30
in presenza nella Sala della Musica e in collegamento via Zoom

Esposizione – Portego del piano nobile
Sabato 19 giugno dalle h 10 alle h 18
Domenica 20 giugno dalle h 10 alle h 15

L’iniziativa è promossa da Maria Luisa Zinato Semenzato, in memoria di Marco Semenzato.
Per informazioni telefonare al 388 1588067 o al 348 0659524

Elenco dei lotti all’asta

Venezia nella vita e nell’opera di Dante

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Società Dante Alighieri – Comitato di Venezia
PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI DANTESCHE, GIUGNO 2021
in collaborazione con Ateneo Veneto, Marina Militare, Biblioteca Nazionale Marciana, Procuratoria di San Marco, Salone Nautico Venezia, The Gritti Palace

Venezia nella vita e nell’opera di Dante
Conferenza registrata nelle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana il 15 giugno 2021

Relatore: Luca LOMBARDO, assegnista di Filologia e critica dantesca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia
Saluto di
Stefano Campagnolo, direttore della Biblioteca Nazionale Marciana
Rosella Mamoli Zorzi, presidente del Comitato di Venezia della Società Dante Alighieri

Se è vero che Venezia non è mai diffusamente trattata nelle opere di Dante, pur altrettanto innegabile è la sua presenza silente e costante, che si dispiega lungo tutta la traiettoria narrativa della Commedia, a cominciare dalla ben nota similitudine dell’Arsenale («Arzanà»), attraverso la quale, nell’incipit del XXI canto dell’Inferno, il poeta descrive la pena dei barattieri immersi nella pece bollente. Una qualche memoria di Venezia, delle sue isole e della terraferma, sembra inoltre attraversare anche le altre due cantiche del poema. Venezia è però una presenza non irrilevante anche nella biografia di Dante, a partire dalle circostanze della morte del poeta, che si legano proprio alla città lagunare: di ritorno da Venezia passando per le zone paludose di Comacchio o proprio durante il soggiorno in laguna, Dante contrasse probabilmente una febbre malarica che gli fu fatale.
La conferenza intende quindi esplorare la funzione della città lagunare tanto nell’elaborazione letteraria dell’opera dell’Alighieri quanto nel perimetro della sua biografia, per approdare a una riconsiderazione complessiva della vasta e articolata fortuna che l’opera dantesca ha incontrato nel contesto culturale veneziano dal Trecento ai giorni nostri.

PER UN TURISMO SOSTENIBILE

DIRETTA STREAMING – CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto, Guide Turistiche di Venezia per un Turismo Sostenibile
Incontro pubblico
Turismo sostenibile, Turismo culturale, Salvaguardia di Venezia
Saluto di Gianpaolo Scarante, Presidente Ateneo Veneto
Relatori:
Stefano Croce, Laura Sabbadin, portavoce del progetto “Guide Turistiche di Venezia per un Turismo Sostenibile”

Al centro del dibattito la campagna delle Guide Turistiche di Venezia per un Turismo Sostenibile: lo scopo è quello di sensibilizzare i visitatori, prima del loro arrivo in città, sul valore e il carattere distintivo di Venezia.
Per chi volesse partecipare in presenza, l’ingresso è consentito SOLO FINO AD ESAURIMENTO DEI 30 POSTI DISPONIBILI, secondo le regole del distanziamento sociale.
Per semplificare le operazioni di registrazione è necessario presentarsi con il modulo di registrazione già precompilato.
Data l’esiguità dei posti disponibili, vi invitiamo a seguirci on-line, con la diretta streaming sul nostro canale YouTube.

Beppe Arena legge il Canto XXI dell’Inferno

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Società Dante Alighieri – Comitato di Venezia
PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI DANTESCHE, GIUGNO 2021
in collaborazione con Ateneo Veneto, Marina Militare, Biblioteca Nazionale Marciana, Procuratoria di San Marco, Salone Nautico Venezia, The Gritti Palace

Giornata della Dante: lettura del Canto XXI dell’Inferno dantesco
Serata registrata in occasione del Salone Nautico Venezia 2021

BEPPE ARENA legge il Canto XXI dell’Inferno, in cui le Malebolge sono paragonate all’Arsenale (“…quale ne l’Arzanà de’ Viniziani / bolle l’inverno la tenace pece/…”)
Introduce Serena Fornasiero, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia
Saluto: Rosella Mamoli Zorzi, Presidente Comitato di Venezia – Società Dante Alighieri
Amm. Andrea Romani, Comandante Istituto Studi Militari Marittimi e del Presidio della Marina di Venezia

Beppe Arena, attore e regista di prosa e lirica, ha diretto alcuni tra i più prestigiosi teatri e festival italiani. Ha insegnato in Conservatori e Scuole di teatro oltre ad aver organizzato eventi in campo culturale. Nel cinema ha lavorato in diversi film come attore o come responsabile casting, Nel 2012 ha diretto il suo primo lungometraggio ispirato alla vita di Tina Modotti “Perché il fuoco non muore” scritto da Francesco Niccolini.

La Scuola di San Fantin o dei Picai

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Amici dei Musei e dei Monumenti Veneziani e Ateneo Veneto
ATENEO VENETO – Conversazioni di Arte e Storia
Saluto di Gianpaolo Scarante, Presidente dell’Ateneo Veneto
Michele Gottardi, Presidente Amici dei Musei e Monumenti Veneziani

1) LA SCUOLA DI SAN FANTIN O DEI PICAI
      Gianmario Guidarelli (storico dell’architettura)
      Paola Placentino (storica dell’architettura)

Esce su YOUTUBE una nuova produzione video ideata e realizzata dagli Amici dei Musei e Monumenti Veneziani per raccontare la storia e le opere d’arte della Scuola di San Fantin, oggi Ateneo Veneto.

Conversazioni di Arte e Storia sull’Ateneo Veneto è un progetto che si articola in cinque brevi video-narrazioni ideate per illustrare da un lato l’origine e la formazione di quella che è stata la Scuola di San Fantin (XVI secolo), dall’altro le collezioni artistiche che il più antico istituto culturale di Venezia ancor oggi custodisce ed espone al pubblico.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto finanziato dalla Regione del Veneto con risorse del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per superare le dinamiche dell’isolamento involontario e delle difficoltà di relazioni sociali che la pandemia ha esemplificato in maniera drammatica.
Le cinque Conversazioni di Storia e Arte, ideate da MIchele Gottardi e Camillo Tonini, sono altrettanti capitoli del percorso conoscitivo dell’Ateneo Veneto: ad avvicendarsi davanti alle telecamere sono stati storici dell’architettura, storici dell’arte e della scultura che sono Soci o Amici dell’Ateneo.

L’Arsenale dopo l’Arsenale

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto, Salone Nautico Venezia 2021
L’Arsenale dopo l’Arsenale 
Relatore Guido Zucconi, docente Universitá di Padova, storico dell’architettura

Il Salone Nautico Venezia anche in questa edizione 2021 si arricchisce dei contributi di molte istituzioni culturali cittadine che hanno collaborato alla realizzazione di un palinsesto di iniziative che fanno da corollario all’evento fieristico internazionale raccontando storia, tradizioni e cultura nautica della città lagunare che quest’anno festeggia i suoi 1600 anni di vita.
L’Ateneo Veneto propone due conferenze dedicate proprio agli spazi dell’Arsenale di Venezia, registrate direttamente sul posto.
La prima riguarda la storia più recente dell’Arsenale, dal Novecento fino ad oggi, ovvero da quando, smessa la produzione navale, l’Arsenale ha conosciuto un periodo di lento declino fino all’odierno parziale riutilizzo degli spazi per le esposizioni della Biennale di Venezia o per insediare attività produttive e di ricerca.

L’apertura della Porta Nuova e la realizzazione della Torre

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto, Salone Nautico Venezia 2021
L’evoluzione dell’area della Novissima dall’apertura della “Porta Nova” e la realizzazione della Torre nella progettazione degl’ingegneri
Relatore Pasquale Ventrice, Centro Studi Arsenale, docente IUAV

Nel primo decennio del XIX secolo l’Arsenale subisce una delle più rilevanti trasformazioni ad opera degli ingegneri e degli ispettori francesi inviati a Venezia da Napoleone nel 1806 e che operarono negli anni successivi.
I risultati più rilevanti delle loro presenza si riassumono in due interventi fondamentali che hanno modificato la morfologia del sito dell’Arsenale e il rapporto della laguna con il mare. Tali interventi furono effettuati nel lato Nord Est dell’Arsenale novissimo secondo un’indicazione dell’ingegnere Riche de Prony, Direttore dell’Ècole des Ponts et Chaussées, che riproponeva, a sua insaputa, un’antica apertura nelle mura (successivamente murata) e, contestualmente, la regolazione del Porto di Malamocco per l’accesso al mare.
Due progetti realizzati e resi operativi con successive modifiche tali da conferire all’Arsenale una configurazione e una funzione più efficace nel periodo della sua più recente attività.

Visita il nostro canale YouTube dove troverai video che raccontano la storia della Scuola di San Fantin, dell’Ateneo Veneto, video sui nostri corsi istituzionali di storia, storia dell’arte, storia della sanità veneta, archeologia, il teatro di Paolo Puppa, il ciclo sulla Grande Guerra di Mario Isnenghi, la lectio magistralis di Alessandro Barbero, le video-interviste di orientamento professionale, i video sull’Arsenale di Venezia in occasione del Salone Nautico, gli eventi per il Giorno della Memoria e del Ricordo, il Darwin Day, i concerti, le celebrazioni dantesche a Venezia e tutte le attività culturali del nostro istituto.

Intervista a Giovanni Leoni

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto, Ufficio Scolastico Regionale del Veneto
ATENEO DEI GIOVANI
L’ATENEO VENETO RACCONTA. Personaggi, storie, professioni
Primo “Ciclo di incontri di Orientamento alle Professioni” per gli studenti delle scuole superiori

Giovanna Pastega intervista:
GIOVANNI LEONI, medico chirurgo, Presidente dell’Ordine dei Medici di Venezia e Vice-Presidente Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

Intervista a Dorit Raines

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto, Ufficio Scolastico Regionale del Veneto
ATENEO DEI GIOVANI
L’ATENEO VENETO RACCONTA. Personaggi, storie, professioni
Primo “Ciclo di incontri di Orientamento alle Professioni” per gli studenti delle scuole superiori

Giovanna Pastega intervista:
DORIT RAINES, docente di Storia delle biblioteche, della documentazione e Digital Humanities, bibliotecaria dell’Ateneo Veneto.

Intervista a Guido Moltedo

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto, Ufficio Scolastico Regionale del Veneto
ATENEO DEI GIOVANI
L’ATENEO VENETO RACCONTA. Personaggi, storie, professioni
Primo “Ciclo di incontri di Orientamento alle Professioni” per gli studenti delle scuole superiori

Giovanna Pastega intervista:
GUIDO MOLTEDO, giornalista parlamentare esperto di politica internazionale, saggista, Consigliere dell’Ateneo Veneto.

Intervista a Gianpaolo Scarante

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto, Ufficio Scolastico Regionale del Veneto
ATENEO DEI GIOVANI
L’ATENEO VENETO RACCONTA. Personaggi, storie, professioni
Primo “Ciclo di incontri di Orientamento alle Professioni” per gli studenti delle scuole superiori

Giovanna Pastega intervista:
GIANPAOLO SCARANTE, ambasciatore italiano in Grecia e Turchia e attuale Presidente dell’Ateneo Veneto

Ateneo Veneto, in collaborazione con l’USRV, ha realizzato un ciclo di video-interviste ad alcuni Soci e Amici dell’Ateneo Veneto per approfondire, attraverso la loro vita e le loro esperienze personali, gli aspetti significativi di professioni più o meno diffuse ma particolarmente interessanti.
Le interviste ai protagonisti sono state registrate nella sede dell’l’Ateneo Veneto da Giovanna Pastega, e sono state proposte agli studenti delle classi terze e quarte delle scuole secondarie di secondo grado del Veneto.
La versione caricata sul canale YouTube dell’Ateneo Veneto è corredata da uno speciale approfondimento intitolato “In prospettiva”, dedicato ai temi di attualità legati in particolar modo al Veneto e a Venezia ed è a disposizione degli studenti e di quanti vogliano conoscere più da vicino L’Ateneo Veneto e i suoi Soci.

Sculpture and Architecture of Art

17° Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia
Partecipazioni Nazionali

Ateneo Veneto ospita il Padiglione della Repubblica di San Marino

Inaugurazione della mostra
Friendship project – Sculpture and Architecture of Art
Ingresso consentito a 30 persone alla volta, scaglionate ogni 20 minuti, fino alle 18.00.

Commissario: Paolo Rondelli
Curatore: Vincenzo Sanfo
La mostra è allestita nell’Aula Magna dell’Ateneo Veneto e rimarrà aperta dal 21 maggio al 31 ottobre 2021.
Orario: 10.00/18.00 dal martedì alla domenica. Lunedì chiuso.
ingresso libero.

La difesa della Basilica e del’insula di San Marco – seconda parte

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto, Municipalità di Venezia Murano Burano
PROGETTI PER SAN MARCO – Una nuova Piazza per una nuova vita della città
La difesa dell’insula di San Marco dalle acque alte
– seconda parte –

Intervento introduttivo di:
Gianpaolo Scarante, Presidente dell’Ateneo Veneto

Relatori:
Giovanni Zarotti, Consorzio Venezia Nuova
Francesco Lanza, Thetis
Lino Pollastri, Mate Engineering del Gruppo Kostruttiva
Il progetto di messa in sicurezza dell’Insula di San Marco dalle acque alte

Francesco Sorrentino, Dirigente Ufficio Tecnico Regione Veneto per il Provveditorato alle OO.PP. Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia
Tempi e costi per la messa in sicurezza dell’insula di Piazza San Marco e della Basilica dalle acque alte

La difesa della Basilica e dell’insula di San Marco – prima parte

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto, Municipalità di Venezia Murano Burano
PROGETTI PER SAN MARCO – Una nuova Piazza per una nuova vita della città
La difesa della Basilica di San Marco dalle acque alte

– prima parte –

Interventi introduttivi di:
Gianpaolo Scarante, Presidente dell’Ateneo Veneto
Marco Borghi, Presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano
Carlo Alberto Tesserin, Primo Procuratore di San Marco

Relatori:
Mario Piana, Proto di San Marco: I problemi della Basilica e gli interventi realizzati
Daniele Rinaldo, Studio Rinaldo: Il progetto di difesa periferica della Basilica

I sogni del signor K e altre storie

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto, Agimus Venezia, Archivio “Vittorio Cini”
con il Patrocinio del Ministero della Cultura
Presentazione del volume
I sogni del Signor K e altre storie
di Enrico Fubini (ETS, Pisa, 2019)

Paolo Balboni, Honorary Professor – Senior Researcher Università Ca’Foscari
Letizia Michielon, Conservatorio “G.Tartini” di Trieste
Intervento dell’autore via streaming
Intermezzi musicali dei pianisti Alfredo Conte, Elida Fetahovic e Yun Zhang
Musiche di Ludwig van Beethoven, Franz Liszt e Johannes Brahms

Enrico Fubini, padre dell’estetica musicale italiana, docente dell’Università di  Torino e di Madrid, dialoga  con Paolo Balboni e Letizia Michielon  in occasione della presentazione del suo primo  volume di racconti. In questi sogni ad occhi aperti, giocati sul filo dell’ironia  e di una tenue  nostalgia,  si rivela un volto meno conosciuto del celebre studioso torinese.

L’Ospedale al Mare: la città nel sole

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CORSO DI STORIA DELLA SANITA’ 2021
L’Ospedale al Mare: la città nel sole
Relatrice: Nelli-Elena Vanzan Marchini

La filantropia veneziana fondò nel 1868 un Comitato Promotore per i Bagni di Mare per mandare sulla spiaggia del Lido i poveri scrofolosi a curarsi con l’acqua dell’Adriatico.  Erano bimbi affetti da tubercolosi ossea e ghiandolare, figli del proletariato sfruttato dalla rivoluzione industriale, che traevano sicuro giovamento dall’aria salubre, dal sole e da una alimentazione regolare.
Due anni dopo sorse alle Quattro Fontane un edificio in legno con 200 letti e nel 1873 fu aggiunto un piano e la ricettività fu portata a 450 letti.
Lo sviluppo del turismo balneare e la fondazione dei grandi alberghi-sanatorio portò l’imprenditore Nicolò Spada a erigere l’Hotel Excelsior proprio accanto all’Ospizio Marino Veneto che, con i suoi piccoli ospiti deturpati dalla malattia, costituiva una ben triste vista per i facoltosi villeggianti.  La Compagnia Italiana Grandi Alberghi, che aveva rilevato l’Excelsior e aveva in concessione tutta la spiaggia, offrì un grande appezzamento sul mare all’Ospizio Marino che vi si trasferì nel 1921.
Nell’area, con il contributo delle province venete che inviavano i loro piccoli malati a curarsi sulla sabbia e con il mare, sorse una città nel sole che si trasformò in Ospedale al Mare (1933) fornendo cure climatiche ad un sempre più ampio ventaglio di patologie grazie alla scoperta delle proprietà terapeutiche anche della sabbia.
La città della cura fra l’altro era stata dotata anche di un teatro e di una chiesetta liberty decorati da Giuseppe Cherubini che costituiscono due pregevoli esempi di arte legata alla storia del termalismo.
Nel 1975 all’Ospedale al Mare si contavano 33 padiglioni fra degenze e servizi generali con 1400 posti letto e 450.000 presenze annue. L’accorpamento agli Ospedali Civili Riuniti nel 1980, e la loro successiva trasformazione in  USSL, ha comportato la liquidazione di questa enorme struttura lidense dotata di valenze climatiche e ambientali.

Venezia città termale

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

CORSO DI STORIA DELLA SANITA’ 2021
Venezia città termale
Relatrice: Nelli-Elena Vanzan Marchini

Dopo la caduta (1797), la Repubblica di Venezia da Dominante diventa terra di conquista delle monarchie straniere che la utilizzano come porto degli imperi.
I francesi e gli Austriaci, affascinati dal clima e dalle acque della città, potenziano il turismo romantico finalizzato a vivere Venezia come una totalizzante esperienza fisica che si appaga nella sua specificità anfibia. La nuova immagine della Venezia suddita affascina per la decadenza delle sue pietre e per il valore terapeutico delle sue acque che la trasformano in una città termale dotata a metà Ottocento di ben otto stabilimenti talassoterapici. In un’Europa, che dalla fine del Settecento aveva scoperto il potere sanante dei bagni di mare, a Venezia si moltiplicano gli alberghi, tanto che Daniele Manin, in una adunanza  dell’Ateneo Veneto nel 1847, chiede di invertire la rotta per non offrire ai giovani un futuro di “bagnini e locandieri”, e auspica l’apertura di una “Scuola di Commercio e Nautica Mercantile” perché “alla pratica dee precedere l’istruzione”. Ma l’economia di Venezia era compressa rispetto a quella di Trieste e dopo la rivoluzione di Manin la situazione peggiora. Il giogo austriaco si fa più pesante. I bagni per cura si trasferiscono al Lido dove, a partire dai primi del ‘900, nascono i grandi alberghi e tutta l’isola viene valorizzata come la città del loisir che attrae l’aristocrazia e le élites internazionali con gli sport e la Mostra del Cinema.

I pozzi di Venezia e la salute dei veneziani

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

CORSO DI STORIA DELLA SANITA’ 2021
I pozzi di Venezia e la salute dei veneziani
Relatrice Nelli-Elena Vanzan Marchini

Venezia è in acqua salsa ma non ha acqua dolce. Fin dai primi insediamenti monastici questo problema fu risolto con la costruzione di cisterne in cui venivano convogliate le acque piovane, filtrate da uno spesso strato di sabbia per giungere pure alla base della canna del pozzo da cui potevano essere attinte.
Ogni campo veneziano fu dotato di uno o più puteali pubblici che venivano aperti dal capo contrada al suono della campana perché il popolo potesse attingere l’acqua potabile necessaria alla sopravvivenza. Patrizi e i cittadini agiati avevano dei pozzi privati e così pure i conventi. L’approvvigionamento idrico con la sola acqua piovana presto però non bastò a soddisfare la richiesta di una popolazione sempre più numerosa perciò si scelse il Brenta per rifornire i pozzi veneziani.
Anche le acque alte minacciavano l’integrità dei pozzi inquinandoli, e il trasporto e la distribuzione dell’acqua potabile non garantivano ideali condizioni di igiene, come rivela la frequenza di febbri tifoidi e gastrointestinali. La situazione divenne tragica durante l’assedio del 1848-49 quando si diffuse in città il colera.
Con la costruzione  dell’acquedotto nel 1884  iniziò una nuova epoca: in qualche decennio tutto l’arcipelago veneziano fu rifornito di acqua potabile. Nei campi, vicino  ai puteali, vennero collocate le fontanelle dell’acquedotto. I puteali oggi restano la sola testimonianza artistica dell’antico approvvigionamento idrico della città.

LA SERENISSIMA NELLA STORIA DELLA VACCINAZIONE

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

CORSO DI STORIA DELLA SANITA’ 2021
Lezione inaugurale
La Serenissima nella storia della vaccinazione
Relatrice  Nelli-Elena Vanzan Marchini

Da Voltaire al Verri, Da Beccaria a La Condamine, medici e filosofi animarono il dibattito scientifico e letterario che ha indotto l’Occidente a introdurre l’inoculazione del vaiolo per fronteggiare la pandemia dilagata nel Settecento. Era evidente che il vaiolo colpiva una volta soltanto nella vita, provocando uno stato febbrile e pustole confluenti che si trasfomavano poi in cicatrici deturpanti, sempre che il malato sopravvivesse. La pratica di provocare una forma lieve di vaiolo, inoculando il siero tratto dalla pustola di un malato era da secoli nota in Oriente.
Due medici veneziani, Jacopo Pilarino e Emanuele Timoni, studiarono l’inoculazione attuata dalle donne circasse per tutelare i loro figli e la resero nota agli ambienti scientifici senza grandi risultati. La moglie dell’ambasciatore inglese a Costantinopoli lady Mary Wortley Montagu, che aveva perso un fratello per il vaiolo, e ne portava lei stessa i segni sul corpo, fece inoculare i suoi figli e a Londra fu una appassionata promotrice dell’innesto presso la corte reale. Anche Maria Teresa d’Austria fece inoculare i suoi figli.
Venezia promosse con successo nel 1768 i primi esperimenti pubblici su fanciulli del popolo e su orfani degli ospedali, continuando le inoculazioni sperimentali nei decenni successivi.  Il dibattito continuò perché gli oppositori attribuirono proprio all’inoculazione l’incremento dell’epidemia.
Le polemiche si smorzarono con l’introduzione da parte di Jenner dell’inoculazione del  vaiolo vaccino. Si apriva una nuova era della ricerca scientifica che si sarebbe sviluppata grazie a Pasteur e a Koch, che isolarono e attenuarono la carica infettante dei germi causa di varie malattie. Il colonialismo e le guerre mondiali diffusero nel mondo le vaccinazioni e il vaiolo fu eradicato.

Spazi di ascolto – secondo incontro

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto e Centro Veneto di Psicoanalisi
CONFERENZE DI PSICOANALISI 2021
Psicoanalisi e cultura: contemporaneità e memoria storica
II Incontro
Spazi di ascolto: fermo immagine su giovani adulti e adolescenti

Interventi:
Paola La Scala, Psicologa, Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana
“Nell’indifferenza la Consultazione può fare la differenza”
Anna Tortorella, Psicologa, Psicoterapeuta, Responsabile Cuori
“Mondo adulto? Rappresentazione dei giovani tra fuga e prese di distanza”
Moderano
Roberta Guarnieri e Celestina Pezzola, psicoanaliste S.P.I.

Con il patrocinio del Centro Veneto di Psicoanalisi Giorgio Sacerdoti
In collaborazione con CUORI: Centro Orientamento e Consulenza Psicologica

I CORPI DELLE DONNE

CANALE YOUTUBE DI ATENTO VENETO

Ateneo Veneto, Agimus Venezia, Fondazione Archivio Vittorio Cini
I CORPI DELLE DONNE
Presentazione dei volumi
Fotomontaggi dal 1980 al 2020 di Mario Scarpati
I corpi delle donne
di Elsa Fonda

Saluto di Letizia Michielon
Paolo Puppa introduce al lavoro dei due autori
Conclude Cecilia Vendrasco al flauto

In occasione della Festa della Donna, l’Ateneo Veneto ospita due artisti d’eccezione: Elsa Fonda, storica voce RAI e raffinata autrice di testi critici e teatrali, e Mario Scarpati, incisore di fama internazionale.
Elsa Fonda, nel suo libro “I corpi delle donne” tenta di capire perché le dee madri siano così mal ridotte e lo fa attraverso l’arte e le rappresentazioni del corpo femminile. Nel libro le testimonianze di Fausto Pirandello e Renato Guttuso.
Mario Scarpati in “Fotomontaggi” indaga invece l’Italia provinciale in crisi. Svanite le utopie, essenziali i corpi, oggetti del desiderio maschile, soggetti a follie.
Ad introdurre il lavoro dei due autori (che nella vita sono marito e moglie) è l’amico Paolo Puppa.
Conclude l’incontro un’anteprima del recital di Cecilia Vendrasco, flautista tra le  più sensibili interpreti del repertorio contemporaneo.

L’integrale del concerto sarà disponibile sulla piattaforma di Agimus al link
https://shop.ticketgate.it/biglietteria/cercaPostiPub.do?idEvento=11657

Sui reliquiari del Museo Diocesano di Arte sacra di Chioggia

Ateneo Veneto, Patrimonio di Oreficeria Adriatica
Corso di Storia dell’Oreficeria e Arti Decorative 2021 – XVIII edizione
TESORI NASCOSTI E RITROVATI. ARCHEOLOGIA, OREFICERIE, RESTAURI TRA ORIENTE E OCCIDENTE
Sui reliquiari antropomorfi del museo Diocesano di Arte sacra di Chioggia dopo gli studi di Nicola Jakšić
Relatrice: Letizia Caselli

Il culto delle reliquie di santi e beati che caratterizzò in particolare il Medioevo aveva preoccupato molti secoli prima gli imperatori Graziano, Valentiniano e Teodosio che già con la Constitutio del 26 febbraio 386 cercarono di disciplinare lo smembramento dei corpi dei martiri e il relativo commercio delle parti.
Ma quando l’Occidente scoprì “il potere delle reliquie”, nell’ambivalente funzione spirituale e politica, monasteri, cattedrali e basiliche fecero a gara per ottenere le spoglie più ambite ornandole come vere e proprie opere d’arte.
Il corpus trecentesco di reliquiari antropomorfi, proveniente dal Tesoro della cattedrale clodiense di Santa Maria Assunta, oggi conservato nel Museo Diocesano di arte sacra di Chioggia, costituisce un nucleo molto importante di quella categoria speciale di “reliquie parlanti”, quelle in cui ciò che si vede suggerisce immediatamente il contenuto.
Il reliquiario del braccio dei santi Sergio e Bacco, i due reliquiari a gamba di san Giorgio e sant’Abdon, il reliquario a forma di diadema regale bizantino dei santi Abdon e Sennen: eleganti opere orafe che la letteratura critica ha interpretato come affini artisticamente e databili anche per l’unica data in epigrafe in uno di essi, 1321, ad una manifattura veneziana.
I recenti studi di Nicola Jakšić, professore emerito di Storia dell’arte medievale all’Università di Zara, dimostrano però un’ipotesi completamente diversa, che vedrebbe questi sacri manufatti provenire invece dalle officine dalmate di Cattaro.

DARWIN DAY – XIII edizione

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto, UAAR Circolo di Venezia, Università di Padova, Università Ca’ Foscari di Venezia
XIII DARWIN DAY – Giornata di Studio
Pandemie e vaccini: ieri, oggi e domani

Introducono: Piero Benedetti (Univ. di Padova, distaccato c/o l’Accademia dei Lincei – Roma)
Stefano Polizzi (Università Ca’ Foscari Venezia)
Franco Ferrari (Uaar VE – Ateneo Veneto)
Interventi:
Gilberto Corbellini (prof. Storia della Medicina, Università La Sapienza, Roma)
– Vaccinazioni, vaccini e psicologia sociale nella storia: perché Darwin è importante
Stefano Vella (medico, infettivologo, prof. di Salute Globale, Università Cattolica, Roma)
– Prepararsi alle pandemie: dalla peste al Covid 19
Donata Columbro (giornalista, esperta di comunicazione digitale)
– La comunicazione dei dati durante la pandemia

“Pino” Rosa Salva. Venezia e la sua laguna

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Presentazione del volume
“Pino” Rosa Salva Venezia e la sua laguna
a cura di Giannandrea Mencini (Lido di Venezia, Supernova edizioni 2020)
Gherardo Ortalli, Maurizio Calligaro, Silvio Testa conversano con il curatore

Il 12 novembre 2019 Venezia è stata colpita da un’acqua alta eccezionale di 187 cm sul livello medio del mare. Dopo 54 anni dalla grande alluvione del 1966, la città e il suo litorale sono stati, ancora una volta, in balìa del mare, subendo gravissimi danni ed evidenziando la loro fragilità e la necessità di urgenti e veloci interventi per la loro difesa.
Il libro di Giannandrea Mencini ripercorre la storia della salvaguardia della Città e della sua Laguna attraverso la figura carismatica di “Pino” Rosa Salva, per molti il padre dell’ambientalismo veneziano che, dagli anni ’60 fino agli anni ’90, fu protagonista di storiche battaglie in difesa dell’ecosistema lagunare. Anni di dibattiti, polemiche, denunce e processi, che portarono sotto gli occhi del mondo il “Problema Venezia”, rimasto ancora oggi incredibilmente attuale.
Il volume contiene testimonianze di Gianfranco Bettin, Maurizio Calligaro, Gherardo Ortalli, Leopoldo Pietragnoli, Franco Rocchetta Roni, Paolo Rosa Salva, Silvio Testa, Alberto Vitucci.

Spazi di ascolto: fermo immagine su giovani adulti e adolescenti

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto e Centro Veneto di Psicoanalisi
CONFERENZE DI PSICOANALISI 2021
Psicoanalisi e cultura: contemporaneità e memoria storica
a cura di Roberta Guarnieri e Celestina Pezzola

Spazi di ascolto: fermo immagine su giovani adulti e adolescenti
Interventi:
Ilaria Binotto, Psicologa, Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana
“Io sono”: coniugazione del diventare soggetto
Marta Boni, Psicologa, Psicoterapeuta
“Esperienze di fuga nei giovani adulti: quando incontrare la realtà diventa scomodo
Moderano: Roberta Guarnieri e Celestina Pezzola

Gli anni dell’Università sono un cruciale crocevia, una terra di mezzo tra l’adolescenza, con la sua vivacità pulsionale, e l’esposizione all’età adulta: una zona cuscinetto, una seconda latenza, che vive dell’eredità infantile e dell’adolescenza ancora dietro l’angolo. Spesso la reazione che le Autrici incontrano è quella della fuga che può essere assunta in vari ambiti: da quello dell’affettività e della sessualità che in questi anni sta subendo notevoli mutamenti rispetto al tradizionale concetto di genere maschile/femminile, a quello dell’abuso di dispositivi tecnologici per rifugiarsi in mondi virtuali più rassicuranti (videogiochi, chat e social network).
Questo intervento ha l’obiettivo di mettere in luce l’importanza del processo di soggettivazione, avviatosi agli albori della vita psichica, e dell’adolescenza, per lo strutturarsi della personalità nei giovani adulti. Il percorso di consultazione con il giovane adulto si configura quindi, come uno spazio dedicato al pensiero e all’opportunità di affrontare i conflitti irrisolti, promuovendo il riconoscimento dell’alterità. E che cos’è accaduto, quando poi è intervenuta una crisi non più solo dell’individuo, o del rapporto intrafamiliare, ma che ha coinvolto l’intera collettività, come il Covid-19.

Con il patrocinio del Centro Veneto Psicoanalisi “G. Sacerdoti”
In collaborazione con CUORI: Centro Orientamento e Consulenza Psicologica

Quattro idee sulle origini del razzismo

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto, Comune di Venezia
GIORNO DELLA MEMORIA 2021
a cura degli psicoanalisti SPI soci dell’Ateneo Veneto P. Campanile, R. Guarnieri, C. Pezzola, A.A. Semi

Quattro idee sulle origini del razzismo
Relatore Antonio Alberto Semi, psicoanalista con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana
Introduce Patrizio Campanile, presidente del Centro Veneto di Psicoanalisi

“Come mai il razzismo è così diffuso?” si chiede Antonio Alberto Semi. In questa conversazione con Patrizio Campanile lo psicoanalista illustra alcuni meccanismi psichici propri di ciascun individuo che quando funzionano male, possono portare alla elaborazione di idee e sentimenti di tipo razzista, in particolare mettendo in evidenza la difficoltà umana di pensare le differenze.

Con il patrocinio del Centro Veneto di Psicoanalisi “G. Sacerdoti”

La Costituzione secondo D’Annunzio

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

GIORNO DEL RICORDO 2021
A cura di Ateneo Veneto, Associazione Venezia Giulia e Dalmazia – Comitato di Venezia,  Comune di Venezia

Dibattito sul volume
La Costituzione secondo D’Annunzio
di Giuseppe de Vergottini (Milano, Luni editrice, 2020)
Saluto di Alessandro Cuk, Presidente Ass. Naz. Venezia Giulia e Dalmazia – Comitato di Venezia
Interventi di:
Giuseppe de Vergottini, autore del volume, Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati
Stefano Bruno Galli, Assessore alla Cultura e all’Autonomia della Regione Lombardia
Giuseppe Parlato, Presidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo de Felice
Davide Rossi, Università degli Studi di Trieste
Ilaria Rocchi, giornalista de “La Voce del Popolo”
Modera Silvia Zanlorenzi, Università degli Studi di Padova

La presentazione del recente libro del professor Giuseppe de Vergottini, noto costituzionalista che da anni si dedica alla ricerca sulla storia dell`Adriatico orientale, essendo la famiglia originaria di Parenzo, diventa qui occasione per un dibattito più ampio dal titolo “La Costituzione del Carnaro all’interno del costituzionalismo del Novecento”.

Istria e Dalmazia: Roma, Venezia, Austria e l’Italia

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Ateneo Veneto, Società Dalmata di Storia Patria, Roma, Comune di Venezia
GIORNO DEL RICORDO 2021
Incontro
Istria e Dalmazia: Roma, Venezia, Austria e l’Italia
Interventi di Giovannella Cresci (Università Ca’ Foscari, Venezia)
Bruno Crevato – Selvaggi (Società Dalmata di Storia Patria, Roma)

Duemila anni di ricordo. Le vicende dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia dall’antichità classica ai giorni nostri. Una prospettiva di lungo periodo che permette di capire meglio le vicende dell’esodo e delle foibe del 1943-1954. Una tragedia italiana che si comprende appieno se immersa nel fluire della storia e che, purtroppo, non è stata ancora pienamente accolta e compresa dalla coscienza civile della nazione. L’evento vuole essere un momento di riflessione storica, morale e civile.

Darwin day – XIII edizione

Ateneo Veneto, UAAR Circolo di Venezia, Università di Padova, Università Ca’ Foscari
Giornata di Studio. XIII Darwin Day
I vaccini ieri oggi e domani

Saluto di Gianpaolo Scarante
Presentano la giornata

Lasciate che i bambini vengano a me – Pasolini e don Milani

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Teatro all’Ateneo Veneto
LETTERE IMPOSSIBILI  di e con Paolo Puppa
Quarto monologo
Lettera di Pier Paolo Pasolini a don Milani
Lasciate che i bambini vengano a me

Poco prima di uscire in macchina nell’ultima, e fatale, delle sue escursioni notturne, a Ostia in cerca di prede adolescenti, Pier Paolo Pasolini viene descritto da Paolo Puppa il primo novembre 1975, mentre indirizza una lettera-confessione a don Lorenzo Milani, morto nel 1967, che pertanto non può ribattere, restando però autentico mito personale di PPP.
In effetti, il parroco di Barbiana, discendente dai Comparetti e dai Weiss, famiglia fiorentina e triestina alto borghese ebraica, e ordinato prete nel 1947, nella sua “Lettera a una professoressa” edita l’anno della sua morte, leggendario pamphlet contro la scuola di classe, era divenuto un modello ideologico e linguistico per lo scrittore bolognese-friulano. E quest’ultimo proietta ipotesi suggestive ma molto soggettive sulla passione pedagogica di Don Milani, incapace di coglierne gli aspetti  sublimanti.

Dino Campana e Sibilla Aleramo – Lettere al sugo di polpetta

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Teatro all’Ateneo Veneto
LETTERE IMPOSSIBILI  di e con Paolo Puppa
Terzo monologo
Dino Campana e Sibilla Aleramo
Lettere al sugo di polpetta

Dino Campana confinato nel manicomio di Castel Pulci, nella provincia fiorentina, viene rappresentato da Paolo Puppa nel 1927, mentre stila una furibonda, delirante epistola, grondante minacce e suppliche, alla sua amante di dodici anni prima, la scrittrice Sibilla Aleramo, cultrice dell’emancipazione femminile e del libero amore, ma spaventata di fronte agli eccessi del poeta maledetto.
Al centro della missiva, un fatto storico, ovvero la perdita del manoscritto dei Canti Orfici, offerti nel 1913 dal giovane Dino alla coppia di intellettuali d’avanguardia Papini e Soffici, e da costoro perso. Risultato: la donna si rivolge proprio al nemico odiato da Campana, Ardengo Soffici.

Pirandello e Svevo: storia di un’antipatia a prima vista

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Teatro all’Ateneo Veneto
LETTERE IMPOSSIBILI – di e con Paolo Puppa
Secondo monologo
Pirandello e Svevo: storia di un’antipatia a prima vista
Quanto può essere crudele un genio

Paolo Puppa immagina in questo monologo che Italo Svevo, esasperato in quanto scrittore per la sua emarginazione dal sistema letterario italiano, scriva a Luigi Pirandello nel 1926, approfittando del passaggio a Trieste del drammaturgo siciliano colla sua compagnia Teatro d’Arte assieme alla sua Diva e Musa ispiratrice, Marta Abba.
Nella “lettera impossibile” gli chiede una sorta di lascia-passare, per diventare qualcuno. La lettera si riferisce ad un episodio traumatico realmente accaduto, narrato a Paolo Puppa dalla stessa figlia di Svevo. Nell’invenzione del copione, il climax viene raggiunto quando Pirandello affida la sua risposta ad un proprio attore, il feltrino Camillo Pilotto.

Ibsen e Strindberg: la scena dell’invidia

CANALE YOUTUBE DI ATENEO VENETO

Teatro all’Ateneo Veneto
LETTERE IMPOSSIBILI – di e con Paolo Puppa
Primo monologo
Ibsen e Strindberg: la scena dell’invidia
Vecchi e giovinette, una relazione disturbata

Il teatro in scena dall’Aula Magna al canale YouTube dell’Ateneo Veneto.
Paolo Puppa immagina una serie di missive tra grandi personaggi della letteratura di fine Ottocento e Novecento e li porta in scena sotto forma di monologo preceduti da una introduzione storica.
La prima delle “Lettere impossibili” riguarda il commediografo norvegese Henrik Ibsen. Puppa lo immagina nel 1895, quando ha 73 anni, mentre si rivolge ad una sua appassionata ammiratrice, artista pianista, Hildur Andersen, insistendo per ricevere sue foto. E nondimeno la prega di cambiare tono e di non procedere con richieste turbevoli, a cui si dichiara inadeguato, nel rispetto soprattutto del suo legame coniugale. Per vendetta, la donna interpella il grande rivale di Ibsen, ossia il danese August Strindberg, celebre per l’intraprendenza amorosa e la rappresentazione violenta dell’universo femminile.