Ateneo Veneto

VENEZIA E L'ARCHEOLOGIA - Una novità del 2019

CORSO DI ARCHEOLOGIA 2019
Venezia e l’archeologia: scavi, ricerche e antichità

Si amplia l'offerta dell'Ateneo Veneto in merito alle materie affrontate dai nostri corsi istituzionali. Novità del 2019 è il Corso di Archeologia che inizia il 16 ottobre per concludersi il 27 novembre 2019 e si articola in sei conferenze, tutte in Aula Magna con inizio alle ore 17.30.
Il corso i
ntende mettere a fuoco il ruolo determinante che la ricerca archeologica e lo studio dei materiali antichi hanno svolto e continuano a svolgere per la conoscenza dell’origine di Venezia e del suo contesto culturale attraverso i secoli.
I due primi incontri intendono ricostruire il quadro dell’ambiente lagunare prima della nascita di Venezia, a partire dalla fine del II millennio a.C., epoca in cui l’Adriatico era percorso dalle flotte micenee, per finire in età romano-imperiale, quando Altino, ubicata presso il margine lagunare più settentrionale, sembra prefigurare per urbanistica e vocazione mercantile la futura Serenissima.
Il terzo intervento illustrerà le prime fasi e lo sviluppo urbanistico della città di Venezia, frutto di un lento e complicato processo che la ricerca archeologica sta riportando alla luce, aggiornandone ed ampliandone le conoscenze con una messe di dati sempre in crescita.
La quarta e la quinta conferenza avranno come tema un fenomeno particolarmente diffuso nel panorama veneziano, quello del reimpiego dei reperti lapidei antichi, sia elementi scultorei che manufatti iscritti, inseriti a diverso titolo negli edifici veneziani, come elementi funzionali o come apparati decorativi.
Il corso infine si concluderà con un particolare approfondimento volto a documentare i diversi aspetti dell’amore per l’antico che appare improntare di sé tutto lo scenario culturale veneziano, a partire dal Medioevo per sfociare quindi nel grande collezionismo rinascimentale, coltivato dalle maggiori famiglie patrizie.

Il Corso di Archeologia 2019 è curato da Irene Favaretto e Margherita Tirelli conta sul prezioso coinvolgimento di docenti e studiosi quali Filippo Maria Carinci, Marco Bortoletto, Luigi Sperti e Lorenzo Calvelli.