Soroptimist International d’Italia – Club di Venezia e Club di Venezia Mestre
Non è oro (blu) quel che luccica: la gestione dell’acqua tra pubblico e privato
Relatore: Antonio Massarutto (Università di Udine)
Soroptimist International d’Italia – Club di Venezia e Club di Venezia Mestre
Non è oro (blu) quel che luccica: la gestione dell’acqua tra pubblico e privato
Relatore: Antonio Massarutto (Università di Udine)
La lezione di Tiziana Agostini, che è la curatrice del Corso di Letteratura Veneta, è dedicata a Guido Piovene e Vitaliano Trevisan e vuole raccontare la linea vicentina della letteratura italiana. Dai tempi di Fogazzaro c’è infatti un filo rosso che unisce i narratori berici e che continua ad essere consapevolmente assunto anche dagli autori di ultima generazione, come appunto Vitaliano Trevisan. Esemplare il legame tra “Le Furie” di Piovene, pubblicato nel 1963, e “I quindicimila passi” di Trevisan (2002), i cui personaggi percorrono idealmente e concretamente lo stesso cammino e fanno della città di Vicenza uno spietato strumento di indagine esistenziale.
Lettura di passi scelti a cura di Antonino Varvarà
Circolo di Cultura
Piazza San Marco. Spazi, forme, funzioni, ideologie
Relatore: Giandomenico Romanelli
La conferenza parte da una attenta analisi dell’origine e dell’evoluzione del tema iconografico del Giudizio universale, per consentire poi una precisa lettura del mosaico nella controfacciata della basilica di Santa Maria Assunta di Torcello. Il soggetto, che prende forma dalle parole dell’Apocalisse di Giovanni, si è sviluppato nel corso dei secoli, fin dall’età paleocristiana, per assumere caratteri specifici soprattutto nel medioevo. Le immagini che lo compongono raccontano ciò che avverrà sulla terra con la seconda venuta di Cristo, dopo la resurrezione dei corpi, cui parteciperà tutta l’umanità destinata a ottenere il premio della salvezza o il castigo eterno. Ulteriori testi, accolti nella letteratura patristica, e soprattutto scritti omiletici, arricchirono di particolari il repertorio delle immagini evocative, di sicuro effetto sul pubblico, tali da rendere eccezionale, terribile, e nello stesso tempo meravigliosa, l’idea del Giudizio finale.
Il libro di Umberto Curi è uno studio prezioso, monografico, su un tema di grande coinvolgimento quale è la condizione umana. Il volume prende le mosse dal pensiero greco, dall’antica sentenza di Sileno che, di fronte a Re Mida che gli chiedeva quale fosse la cosa migliore e più desiderabile per l’uomo, risponde “Non essere nato, non essere, essere niente”. Diverse sono poi nel tempo le versioni della sentenza, dette da altri personaggi e che riecheggiano in fonti diverse, ma nessuna è riducibile alla dichiarazione di pessimismo metafisico. Anzi, per Umberto Curi parlare di pessimismo è fuorviante, se non consolatorio. Nelle sue diramazioni e riformulazioni il motto di Sileno esprime, più che negatività dell’esistere, l’inattingibilità di un sapere positivamente definito sull’esistenza, e continua ad interpellare il logos discorsivo della filosofia e le forme del pensiero religioso.
I romanzi veneziani di Gabriele D’Annunzio dal Fuoco al Notturno hanno fissato un’immagine particolare della città all’insegna di una voluttuosa decadenza tra pulsioni vitalistiche ed echi mortuari in cui musica, arti figurative e letteratura si fondono in un unico ritratto. Eppure, poco prima di D’Annunzio e poco dopo la grande stagione romantica che aveva trasformato Venezia nella città dell’amore passionale, alcuni scrittori e diversi intellettuali hanno descritto la città così come farà il Vate. Gerolamo Rovetta e Arrigo Boito, ma anche Friedrich Nietzsche e Henry James, sono tra quei piccoli e grandi nomi che sono rimasti colpiti dall’effimero languore veneziano che si spande tra l’odore mortifero dei canali e l’estasi contemplativa dei notturni sul Canal Grande.
Riprodurre in terra i processi di produzione di energia che sono alla base della vita del sole e delle altre stelle rappresenta una grande sfida dei nostri giorni e una prospettiva per soddisfare in futuro i bisogni dell’umanità. Cosa sia la fusione e quali modi attualmente siano utilizzati per sfruttare il processo di fusione in terra sono le prime domande cui darà risposta nella sua conferenza Gianpaolo Casini. Ripercorrendo le tappe principali della ricerca mondiale in questo campo, si mostreranno i massimi risultati raggiunti finora, che trovano la loro sintesi nel progetto internazionale della grande macchina ITER cui partecipano congiuntamente i maggiori Paesi del mondo (Unione Europea, Giappone, Russia, USA, Cina, Corea). La costruzione di ITER è iniziata nel 2007 a Cadarache, in Francia: la macchina rappresenta l’ultima tappa prima della costruzione della centrale di potenza dimostrativa della produzione di energia elettrica a partire dal processo fusione (DEMO).
Lezione di apertura del Corso
Le Venezie di Ippolito Nievo
Relatore: Cesare De Michelis
Ateneo Veneto e Associazione Amici dei Musei Veneziani
Corso di Storia dell’Arte Veneta 2008
coordinato da Ileana Chiappini di Sorio
Lezione inaugurale
L’Alto Adriatico, periferia romana orientale
Relatore: Antonio Carile (Università di Bologna)
La aurea Venezia, cioè l’aristocrazia veneziana al culmine della sua affermazione dopo il 1204, divulgò tenacemente il mito della originaria indipendenza della città, mito che si perpetuò poi nella tradizione storiografica veneziana.
L’alta cultura del ceto dirigente lagunare, quale la desumiamo dalle iscrizioni, dai mosaici pavimentali, dagli edifici e soprattutto dalle contese cristologiche e dalla politica di assimilazione forzosa degli ebrei, mostra la profonda coesione ideologica con la cultura romano-orientale.
I duchi Agnello, suo figlio Giustiniano e il fratello Giovanni sono i veri fondatori di Venezia come noi la conosciamo, un’entità etico-politica che ha i suoi marchi monumentali nel Palazzo ducale di Rivoaltum, nella cappella palatina (chiesa patriarcale solo dall’800, palladio del corpo di san Marco) e nel monastero di San Zaccaria, tutte fondazioni della famiglia di Agnello realizzate da Giustiniano e da Giovanni.
Nel 1955 nasceva Italia Nostra che da allora svolge un ruolo fondamentale per la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e naturale del Paese. Da oltre mezzo secolo la presenza dell’associazione resta essenziale anche per la difesa di Venezia e della sua laguna. L’incontro vuole essere un omaggio a Giuseppe Rosa Salva, architetto e padre nobile dell’ambientalismo veneziano, scomparso a 93 anni il 12 luglio scorso. Fu lui a presiedere con straordinaria passione ed energia la sezione veneziana di Italia Nostra in anni assolutamente cruciali della sua esistenza. A ricordare le sue battaglie ambientaliste e il suo impegno civile saranno le testimonianze di amici che come lui hanno speso tempo, energie e competenze in un difficile lavoro di tutela. All’incontro all’Ateneo Veneto è sato anche invitato il sindaco Massimo Cacciari che con Pino Rosa Salva condivise anche la partecipazione al Consiglio comunale.
Un testo che viaggia sui binari della memoria. L’autore rievoca figure e storie, raccogliendo le testimonianze dell’amico Piero. Incontriamo così curiosi personaggi legati alle vicende della lotta partigiana, nella cornice nebbiosa di Varallo Sesia. Il primo è Tita, padre dell’amico Piero, attivissimo “passatore” che aiutava i fuggiaschi a raggiungere la Svizzera. Tra costoro anche un ufficiale tornato volontariamente per guidare una banda di comunisti (lui monarchico) e insignito della medaglia d’oro per la morte eroica. Affascinante ritratto è il maestro Costantino Burla, esempio di integrità morale, che si oppone al fascismo nei fatti, per il modo in cui svolge il proprio compito e resiste a ogni forma di prepotenza. Del tutto diverso è il partigiano straniero Frank, australiano, ma in realtà agente segreto britannico, che diventa amico sincero del capo comunista Moscatelli e che riesce ad aiutarlo e a proteggerlo, passando continuamente dall’Italia alla Svizzera, fino a svanire nel nulla dopo la guerra. Fra aneddoti e testimonianze, valori universali e pittoreschi dettagli di vita quotidiana, un libro che si legge non soltanto come un “diario dei ricordi”, ma che soprattutto si sfoglia come un album di fotografie.
Presentazione del volume
Venezia. Interni contemporanei, di Lisa Ferro e Chiara Pasti (Ponzano Veneto, VianelloLibri, 2008)
Coordina: Adriano Donaggio
Relatori: Renata Codello, Franca Semi, Malvina Borgherini, Silvio Cassarà, Roberto Mutti
Saranno presenti le autrici
Abitare a Venezia può significare molte cose. Le dimore sono diverse e ciascuna può rapportarsi in maniera differente rispetto alla città: vivere in un Palazzo non è come vivere in un sottotetto o in una casa bizantina… Così come l’affaccio sulla calle, sul campo, su un giardino privato o sulla laguna, è sinonimo di un esercizio disuguale nel rapporto con l’esterno. Tanti modi di vivere in un luogo unico al mondo.
Venticinque splendide case, tra le quali Casa Balboni, del grande architetto Carlo Scarpa, sono dettagliatamente descritte ed illustrate in questo volume corredato di 250 fotografie, tutte a colori.
Francesco Zorzi Muazzo, nobile veneziano del Settecento, amante del gioco d’azzardo, del vino e delle belle donne, violò le regole del patriziato e fu segregato prima nel convento di Santo Spirito e poi nel manicomio di San Servolo, dove morì. Lì, sulla base dei ricordi personali, compose un’immensa raccolta di frasi, proverbi, modi di dire, e vivaci descrizioni di ambienti, persone ed eventi. Comunissimi i temi libertini, ma anche le denunce derisorie di speculatori, imbroglioni, corrotti, medici e avvocati ridicoli. Grazie alla mole enorme del materiale, è possibile conoscere ogni angolo e ogni aspetto nobile e plebeo della Venezia dell’epoca.
Presentazione del volume
La nuova sfida progettuale. Architettura, ingegneria, arte tra reale e virtuale,
a cura di Laura Facchinelli e Marco Nardini (Pasian di Prato, Campanotto editore, 2008)
Matilde Caponi ne discute con i curatori
Creatività e tecnica si sono sempre allacciate sia nel campo delle realizzazioni artistiche che in quello delle conquiste scientifiche e della tecnologia ma il tempo presente è contrassegnato da una realtà in rapidissima evoluzione: quella dell’informatica. Ormai il digitale non è più un esperimento, è una tecnologia matura che deve essere sottoposta a verifica, confrontando risultati, prospettive, limiti, rischi. Il volume, che si apre con una lectio magistralis di Franco Purini, si articola in tre sezioni che indagano i rapporti dell’’informatica con l’architettura, con l’ingegneria, con la creatività artistica. Gli autori sono rappresentanti del mondo accademico e delle varie professioni. Si parte da esperienze specialistiche per aprire all’innovazione e al confronto multidisciplinare.