mercoledì 14 Ottobre 2026 - 17:30
Sala Lettura
Programma accademico
Libri | Palazzo Grimani segreto
Presentazione del libro
Palazzo Grimani segreto. I camerini di Apollo e Callisto e il sapere perduto. Arte, stelle e magia
di Amalia Donatella Basso e Claudio Spagnol (Cierre Grafica, 2026)
Gli autori dialogano con Daniele Ferrara e Francesco Trentini, della Direzione Regionale Musei Nazionali Veneto
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili
Il palazzo dei Grimani del ramo di Santa Maria Formosa è uno degli esempi più sorprendenti e singolari di dimora patrizia veneziana del Cinquecento.
Giovanni Grimani (1506-1593) – vescovo di Ceneda, patriarca di Aquileia, intellettuale inquieto in contatto con i maggiori umanisti dell’epoca, accusato di eresia, collezionista per vocazione – manifestò, in quella che fu la sua dimora, un progetto artistico nuovissimo con il quale espresse il suo universo di pensieri. Autori ne furono pittori ‘foresti’, portatori di un linguaggio intriso di neoplatonismo che sedurrà Venezia.
Il volume presentato in questa occasione si concentra su due camerini al piano nobile, dedicati rispettivamente ad Apollo e alla ninfa Callisto, affidati a Francesco Salviati e Giovanni da Udine, i cui soggetti vengono dettagliatamente letti e interpretati.
Nel Camerino di Apollo, la divinità non è soltanto il dio delle arti, guida della Muse e della profezia ma la personificazione stessa della conoscenza che dà forma al mondo. La lettura della lunetta sulla parete, che imita un arazzo, dove vengono rappresentati alcuni figli del dio, prefigura il destino della illustre famiglia veneziana.
Il Camerino di Callisto è improntato a un registro più enigmatico. Le vicende mitologiche della ninfa e del figlio Arcade, che diverranno le costellazioni dell’Orsa Maggiore e dell’Orsa Minore, sono la matrice simbolica dell’intero spazio. Attorno a loro si dispongono quattro segni zodiacali (Toro, Leone, Sagittario, Capricorno), una proliferazione di piccoli granchi allusivi al segno del Cancro e un firmamento artificiale composto da 56 piccoli specchi convessi che, se illuminati da luci, restituiscono bagliori mobili a simulare il tremolio delle stelle. Il soffitto, in tal modo, può apparire come un ‘cielo’ pulsante, suggestivo, che poteva condurre anche a considerazioni astrologiche, magiche e alchemiche, materie che il Rinascimento non relegava affatto ai margini del sapere.
Amalia Donatella Basso è storica dell’arte. Per molti anni si è occupata di conservazione e tutela presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città di Venezia, progettando e dirigendo numerosi restauri.
Claudio Spagnol è architetto. Ha progettato e diretto numerosi interventi di restauro di edifici monumentali a Venezia. Ha pubblicato studi di restauro, storia dell’architettura e memoria dei luoghi.