La storia del crocifisso nero della Scuola di San Fantin

Incontro pubblico
Da San Fantin al Duomo di Codroipo: la storia del Cristo nero

Introduce
Michele Gottardi, past-president Ateneo Veneto
Interventi di: don Gabriele Pighin
don Ivan Bettuzzi
, parroco del Duomo di Codroipo
Alessandra Bressan, restauratrice di beni culturali

Un incontro che unisce storia, fede e arte, riportando idealmente il “Crocifisso nero” a casa, nel luogo in cui tutto ebbe inizio. Il “Crocifisso nero” è un crocifisso ligneo del XV-XVI secolo, scolpito in legno cirmolino verniciato in nero. Oggi è custodito nel Duomo di Codroipo, ma originariamente appartenente alla Scuola di Santa Maria e San Girolamo, ossia la Scuola di San Fantin, l’attuale sede dell’Ateneo Veneto.
L’incontro si tiene in Aula Magna, in quello che un tempo era l’Oratorio della Scuola, ovvero nello stesso ambiente che per secoli custodì il crocifisso e che ne vide le processioni e i riti legati all’accompagnamento dei condannati a morte da parte dei confratelli. Un ritorno, almeno simbolico, che offre l’occasione di rivivere la memoria di questa straordinaria testimonianza.
Dopo la soppressione della Scuola, il crocifisso nero fu affidato all’ultimo cappellano, don Leandro Tiritelli, che lo portò nella chiesa di Codroipo, all’epoca retta da suo fratello, don Zaccaria. Qui l’opera è tuttora custodita e profondamente venerata.
La vicenda del “Cristo nero” diventa una testimonianza materiale e spirituale che attraversa i tempi e i luoghi, un intreccio di storia e di vite umane, che generazioni prima di noi ci hanno lasciato e che noi dobbiamo conoscere per poter conservare e per trasmettere ai posteri.

Viaggio nella storia del profumo – Il catalogo

Ateneo Veneto, Antiga edizioni, MUVE

Presentazione del catalogo della mostra
Viaggio nella storia del Profumo. Collezione Storp
in programma fino al 30 novembre 2025 al Museo di Palazzo Mocenigo

Saluto di Antonella Magaraggia, Presidente Ateneo Veneto

Interventi:
Marco Vidal, Amministratore Delegato Mavive
Chiara Squarcina, MUVE
Biagio Costantini, Zignago Vetro
Monica Baggio, co-autrice del catalogo, Università di Padova
Barbara Maria Savy, co-autrice del catalogo, Università di Padova
Massimo Vidale, Università di Padova

Presentazione in anteprima del catalogo della mostra che ripercorre oltre 6.000 anni di cultura olfattiva attraverso un percorso cronologico di forte impatto scenografico: più di 500 flaconi della Collezione Storp sono esposti a Palazzo Mocenigo come preziosi scrigni sotto campane di vetro, accompagnati dalla ricostruzione contemporanea di sette fragranze storiche a partire da formule originali. L’esposizione è stata prodotta da Mavive Parfums e Zignago Vetro con il supporto di Givaudan e con la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova.
Il fil rouge che collega l’allestimento agli approfondimenti contenuti all’interno del catalogo è un messaggio specifico: “il profumo può svanire, ma il flacone ne conserva la memoria”.
Dall’Antico Egitto ai brand contemporanei, le fragranze hanno accompagnato ogni sfera della vita – dal sacro al profano, dal rimedio medicinale al gesto cosmetico – e la mostra ne rivela l’evoluzione. Reperti rarissimi, dagli unguentari ai flaconi in porcellana di Meissen, fino ai capolavori d’oreficeria ottocenteschi e ai contenitori industriali del dopoguerra, raccontano come la profumeria rifletta le civiltà che l’hanno prodotta. Il catalogo della mostra aggiunge preziosi approfondimenti sul tema, sia dal punto di vista storico che antropologico.