All’interno della Sala del Consiglio sono esposte anche due tele ritrovate nei depositi dell’Ateneo Veneto nel 1991, dopo oltre un secolo di oblio.
Le due figure, inizialmente indicate come profeti, raffigurerebbero le allegorie del Vecchio e del Nuovo Testamento. Gli studi hanno confermato l’attribuzione a Francesco Fontebasso e una datazione compresa tra il 1746 e il 1750, arricchendo la conoscenza dell’attività del pittore veneziano per l’antica Scuola di Santa Maria della Giustizia e San Girolamo, ovvero la Scuola dei “Picai”.
Questa tela, in particolare, allude alla nuova rivelazione cristiana. Il soggetto raffigurato, che dopo i restauri ha mostrato una raffinata stesura cromatica, simboleggia il Nuovo Testamento. Si suppone che la figura, rappresentata con un globo in mano, simbolo di potere universale, possa essere assimilata a quella di Gesù Cristo anche se non corrisponde ai canoni iconografici usuali.
Originariamente le due tele erano collocate ai lati dell’altra grande opera di Fontebasso, la “Cena in casa del Fariseo“, che oggi si trova in Sala Tommaseo, formando un insieme decorativo di forte valore simbolico.