NEWSLETTER

×

Ateneo Veneto è cultura in movimento

Iscriviti alla nostra newsletter:

Acconsento all'uso dei miei dati personali in accordo con il decreto legislativo 196/03

Registrazione avvenuta con successo!

// jQuery wp_enqueue_script( 'script-jquery-2', plugins_url() . '/custom-ateneo-menu/views/plugins/jquery/jquery.min.js'); // jQuery UI wp_enqueue_script( 'script-jquery-ui-2',"https://code.jquery.com/ui/1.12.1/jquery-ui.js"); // Validate wp_enqueue_script( 'script-validate-2',"https://ajax.aspnetcdn.com/ajax/jquery.validate/1.11.1/jquery.validate.min.js"); // JS wp_enqueue_script( 'script-anagrafica-newsletter-2', plugins_url() . '/custom-ateneo-menu/js/anagrafica/anagrafica-newsletter.js?version=' .uniqid()); wp_localize_script( 'script-anagrafica-newsletter-2', 'ajax', array( 'richiestePost' => admin_url( 'richieste_post.php' ) ) ); ?>

lunedì 27 Maggio 17:00

Sala Tommaseo

Programma accademico

Libri

Presentazione del volume
Infeliçe e sventuratta coca Querina”
I racconti originali del naufragio dei Veneziani nei mari del Nord

(Roma, Viella Libreria editore 2019)
Edizione e note a cura di Angela Pluda
Introduzione di Andrea Caracausi ed Elena Svalduz
Interventi di Donatella Calabi, Maurizio Crovato, Giuseppe Gullino, Luca Molà
1431: la cocca del patrizio veneziano Pietro Querini, diretta verso le Fiandre, esce di rotta a causa di una serie di violenti fortunali e viene abbandonata in mezzo al mare dai suoi marinai. Solo pochi superstiti approderanno su uno scoglio delle isole Lofoten, in Norvegia, ben oltre il Circolo Polare Artico, e – naufraghi – saranno salvati dalla popolazione del luogo. I dettagli del viaggio e di questo miracoloso salvataggio sono descritti da una duplice narrazione, una curata dallo stesso Querini e l’altra che è la trascrizione della testimonianza di due suoi compagni di navigazione, Cristofalo Fioravante e Nicolò de Michiele. Il naufragio della “cocca querina” deve la sua fortuna letteraria a Giovanni Battista Ramusio il quale, nel Cinquecento, pubblicò le fonti manoscritte, manipolandone abilmente diverse parti.
Il volume presentato all’Ateneo Veneto in questa occasione restituisce invece la veste originale di quel racconto, permettendo da un lato di apprezzarne la schietta lingua veneziana del XV secolo e dall’altro di entrare nell’officina del Ramusio e svelare i suoi interventi sul testo, motivati da esigenze linguistico-letterarie e da necessità storiche.

×

Ateneo Veneto è cultura in movimento

Iscriviti alla nostra newsletter:

Acconsento all'uso dei miei dati personali in accordo con il decreto legislativo 196/03

Registrazione avvenuta con successo!

NEWSLETTER