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Canova - Amore e psiche - Silva

mercoledì 23 Novembre 17:30

Aula Magna

Programma accademico

Corso di Storia dell’Arte 2022 (III lezione)

Ateneo Veneto, Amici dei Musei e Monumenti Veneziani
Canova a Venezia

Antonio Canova classico e romantico
Relatore: Fabrizio Malachin

Canova massimo esponente del neoclassicismo in scultura: è una delle tante semplificazioni che raccontano solo in parte Antonio Canova.
L’adesione teorica e pratica di Canova ai programmi neoclassici non fu infatti una capitolazione rispetto agli esordi pregni della cultura veneta settecentesca. Ci fu lo studio dell’antico e dei canoni neoclassici, l’adesione e infine il suo superamento. E’ noto, ad esempio, che Canova si rifiutò di trarre copie dall’antico e di spedirle a Venezia, non mancando di precisare “… di essere adoratore dell’antico, ma non un idolatra di tutte le antiche cose”.
Quella di Canova è stata, in sostanza, una energica rivendicazione della libertà dell’artista che lo porterà a superare i dettami del neoclassicismo più ortodosso.
Rileggendo le sue opere questo percorso risulta oggi evidente, arrivando a sentire quell’eco dell’annuncio romantico nei suoi capolavori di cui parlò Luigi Coletti, definendo e distinguendo un Canova stilista e un Canova artista e poeta. Un concetto espresso dallo studioso in un saggio del 1937 e poi sviluppato nella mostra del 1967 a Treviso.
Un percorso, quello canoviano, che legittimava Coletti a chiedersi “Fu vera gloria?”, nel periodo  della “inquietudine critica” attorno all’artista. E la sua conclusione (quasi scontata per noi, oggi) era: “Canova ha sempre ragione!”

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