L’opera “Cristo guarisce l’ossesso” è stata realizzata da Giovanni Segala per la Sagrestia nuova e successivamente trasferita alla Sala Tommaseo dell’Ateneo Veneto nel 1914 assieme alle altre tele. Segala è un artista poco noto, ma con una personalità di rilievo a Venezia tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700. La tela rappresenta Cristo che libera un ossesso e mette in mostra la maestria di Segala nella modellazione fluida e nella raffinatezza delle tinte calde e chiare, distinguendosi dallo Zanchi. Oltre alle figure principali piuttosto convenzionali, il dipinto è degno di nota per la figura della donna in ginocchio e il gruppo in secondo piano con una giovane che tiene in braccio un bambino sostenuta da un uomo appoggiato a un pilastro.