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1938-2008: l’Ateneo Veneto riflette sulle leggi razziali

Settant’anni fa entrarono in vigore quelle leggi per la “difesa della razza italiana” che – preparate nell’ottobre 1938 dal Governo Mussolini, sottoscritte dal Re e convertite in Regio Decreto di Legge (n. 1728) il 17 novembre – disegnavano una politica razzista italiana consonante con quella già in atto in Germania. Le conseguenze – a tutti i livelli – di quegli aberranti decreti non tardarono a farsi sentire. L’Ateneo Veneto – come tutte le Accademie italiane – applicò quelle leggi ai propri Soci. L’occasione dell’anniversario di quei decreti è dunque per l’Ateneo anche un’occasione per ripensare dolorosamente a se stesso, a quel che accadde al proprio interno nel 1938-39 e a come più tardi – caduto il regime fascista e terminata la guerra – fu rielaborata tutta la situazione dei Soci, sia per la riammissione sia per l’epurazione.
L’incontro del 16 ottobre prossimo (Aula Magna, ore 17.00) prevede una relazione di contestualizzazione generale a cura di Simon Levis Sullam, una relazione della storica Annalisa Capristo sull’effetto che le leggi razziali ebbero sui soci ebrei dell’Ateneo Veneto, una relazione di Marina Niero sull’atteggiamento che tenne l’istituto, tra discriminazione ed epurazione, e infine una relazione-testimonianza di Roberto Bassi che in quelle vicende fu coinvolto.

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